L'UNIVERSITA' DI SALERNO E' LA PRIMA DEL SUD ITALIA PER LA QUALITA'.

La classifica è stata stilata da “Il Sole24 Ore”. Ecco le dichiarazione del Rettore, Aurelio Tommasetti.
 
Martedì 24 giugno 2014
FISCIANO.In merito alle  classifiche sulle qualità degli Atenei italiani, pubblicate da “Il Sole24Ore” nella giornata di ieri, il Rettore dell’Università di Salerno, Aurelio Tommasetti, ha dichiarato:
“La buona notizia è che l’Università di Salerno risulta essere la prima Università del Mezzogiorno, la 22esima nel rating nazionale, per le nuove classifiche sulle qualità pubblicate da “Il Sole24Ore” ieri mattina. Sicuramente, una notizia positiva, che premia gli sforzi che stiamo conducendo in tutti gli ambiti per cercare di porre sempre più attenzione alla qualità della nostra ricerca e della nostra offerta formativa. Allo stesso tempo ci rammarica, ma troviamo comprensibile, il fatto che le Università del Sud occupino la seconda parte della graduatoria, con risultati inferiori al nostro.
Oggi, essere Rettore del Sud, è sicuramente un’operazione complicata; viviamo in un contesto socio-economico difficile e non possono che risentirne anche la qualità della didattica e della ricerca. Ecco perché, partendo da Salerno, anche in forza di questi buoni risultati e di questa leadership regionale che ci viene riconosciuta rispetto agli altri Atenei, dobbiamo chiedere con forza alla buona politica nazionale e al Ministro Giannini, di sostenerci nella nostra attività.  Se è vero come è vero che il Ministro stesso, durante la visita al nostro Campus dello scorso lunedì, ha avuto modo di definirci come eccellenza del Mezzogiorno,  è arrivato il momento di premiare con i fatti questi riconoscimenti.
La stessa richiesta vale anche per la buona politica regionale, perché l’Università di Salerno è un patrimonio della Regione e, come tale, bisogna che partecipi in tutte quelle linee in cui ci sono spazi di manovra per gli Atenei. Lo chiediamo dall’alto di questi risultati e degli sforzi che stiamo facendo come Ateneo, come corpo docente, come personale tecnico e come comunità di studenti.
Aggiungo una parola anche sugli studenti. Il dato di questa indagine va, infatti, scomposto. Se è esaltante per quanto riguarda la ricerca scientifica, lo è meno per quanto riguarda la didattica. Anche su questo l’Università deve lavorare. Dobbiamo porre nuovamente lo studente al centro dell’attenzione dell’Ateneo e, quindi, tutti i soggetti coinvolti, i Direttori dei Dipartimenti, i Presidenti di Corsi di Studio e i singoli docenti, devono capire che bisogna porre attenzione al singolo studente, al singolo percorso di studio, affinchè  lo studente esca più rapidamente dal percorso di studio, svolgendo, così, un buon servizio per la didattica e, più in generale, per l’Ateneo”.

Antonio De Pascale

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