Il Vangelo di domenica 5/5/2019. Il commento del Prof.Antonio Luisi

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino
 
III Domenica di Pasqua  (Gv 21,1-19)
In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. (…) Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti. (…) Quand’ebbero mangiato, (…) gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».
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Il commento del Prof. Antonio Luisi:
E’ sempre con noi
Il brano del Vangelo ci presenta Gesù che visita i suoi apostoli sulle rive del lago di Tiberiade. E’ una apparizione per confermare che la resurrezione è l’evento centrale della nostra fede: Gesù risorto rimane sempre con noi e ci dona la vita eterna. E’ un’apparizione per aiutare i discepoli a credere: il fatto che essi  siano soli e sfiduciati ed abbiano ripreso il loro lavoro, conferma le difficoltà di fede che avrebbero avuto anche le future generazioni. E’ un’apparizione  per incoraggiare gli apostoli ad agire nonostante la fatica della testimonianza  e i possibili insuccessi. Il dialogo di Gesù con Pietro, centrato sulla triplice domanda sull’amore,  chiama in causa anche ciascuno di noi: amiamo davvero il Signore o solo a parole?  Pietro, di fronte alle prime due domande, risponde con sicurezza, ma quando con la terza viene spinto a scendere nel profondo del suo cuore, l’apostolo scopre tutta la sua debolezza e povertà e capisce di doversi affidare completamente al Maestro. Oggi Gesù dice anche a ciascuno di noi di seguirlo malgrado la nostra debolezza e i nostri limiti, perché lui è sempre presente e si prende cura di noi. Possiamo riconoscerlo dai gesti gratuiti che ogni giorno riceviamo dalle persone che amiamo.
 

Antonio De Pascale

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