Il Vangelo di domenica 30/6/2019. Il commento del Prof. Antonio Luisi

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino
 
 
XIII Domenica del T. O.
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.  Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».
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Il commento del Prof. Antonio Luisi:
Donare la vita è la vera realizzazione
Il Vangelo di questa domenica ci presenta Gesù che inizia il suo viaggio verso Gerusalemme. Egli va verso la sua Pasqua, la sua morte e resurrezione e lungo la strada passa attraverso un villaggio di samaritani. Di fronte al rifiuto deciso di accoglierlo, Gesù è costretto a rimproverare i suoi discepoli che vorrebbero un suo intervento punitivo nei confronti dei samaritani. Egli infatti non è venuto per condannare ma per salvare, non è venuto a giudicare gli uomini ma a dare loro la vita. I discepoli non hanno ancora capito Gesù, continuano a coltivare i loro sogni di grandezza e di gloria. Realizzarsi nella vita per loro significa diventare persone prestigiose e avere successo; per Gesù invece realizzarsi significa donare la vita per amore.   Il Signore chiede un’adesione totale a Lui: affidiamo la nostra vita alle sue mani per ritrovarci sempre più vivi e liberi.
 

Antonio De Pascale

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