IL VANGELO DI DOMENICA 20/8/2017. IL COMMENTO DEL PROF.ANTONIO LUISI.

PROF.ANTONIO LUISI, DOCENTE DI RELIGIONE CATTOLICA AL LICEO CLASSICO “VIRGILIO” E DIACONO PRESSO LA PARROCCHIA “S.MARIA DELLE GRAZIE” DI MERCATO S. SEVERINO.
 
 XX Domenica del T. O.    (Mt 15,21-28)
Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone.  Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio».  Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro».  Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele».  Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!».  Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini».  «È vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».  Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
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IL COMMENTO DEL PROF.ANTONIO LUISI:
La fede : via di salvezza per tutti
Tutti sono chiamati alla salvezza. E’ questo il messaggio fondamentale del Vangelo di questa domenica, che  ci presenta come figura dominante una donna cananea dotata di una fede unica ed esemplare. Gesù è arrivato in un luogo abitato dai pagani. Il suo arrivo non passa inosservato e così una donna gli chiede aiuto perché ha una figlia tormentata da un demonio. La sua è una supplica senza pretese. Gesù mette alla prova la sua fede, e la fede della donna emerge in tutta la sua fortezza e statura. E’ una fede che non si arresta nemmeno di fronte all’apparente rifiuto di Gesù, che la considera, in sintonia con la tradizione ebraica, come un cane, perché così erano ritenuti i pagani che non potevano contare meriti davanti a Dio.  La preghiera di questa donna crea disagio, infastidisce i discepoli e non solo loro, perciò il comportamento di Gesù in realtà è la rivelazione per gli ebrei del suo tempo e per tutti noi che la salvezza non ha confini razziali o spaziali, ma passa attraverso la coscienza, la libertà e la fede di ogni uomo. Ne consegue che, come cristiani, siamo invitati a non specchiarci troppo nel nostro orizzonte sereno e tranquillo, ma a lanciarci nell’azione missionaria, a spenderci nel dialogo con chi si è escluso da questa salvezza.  Andare in missione non è andare lontano, ma tra i lontani. Il Signore conosce bene ciò di cui abbiamo bisogno, ci chiede la fede, la fiducia in Lui, perché è la fede che dona la salvezza, la vita nuova in Cristo Risorto.
PROF.ANTONIO LUISI, DOCENTE DI RELIGIONE CATTOLICA AL LICEO CLASSICO “VIRGILIO” E DIACONO PRESSO LA PARROCCHIA “S.MARIA DELLE GRAZIE” DI MERCATO S. SEVERINO.

Antonio De Pascale

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