IL VANGELO DI DOMENICA 13/11. I TALENTI RICEVUTI DA DIO DEVONO FRUTTIFICARE. LA LEZIONE DEL PROF.ANTONIO LUISI.

PROF.ANTONIO LUISI, DOCENTE DI RELIGIONE CATTOLICA E DIACONO PERMANENTE.
 
XXXIII domenica  T.O. (Matteo 25,14-30)
 “Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni.  A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque.  Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due.  Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.  Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro.  Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque.  Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.  Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due.  Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.  Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo.  Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse.  Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
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IL COMMENTO DEL PROF.ANTONIO LUISI:
Alla conquista della gioia perfetta
Il Vangelo di questa domenica ci presenta la parabola dei talenti con la quale Gesù vuole aiutarci a capire quale deve essere il nostro rapporto con Dio e come deve essere la nostra vita cristiana. Tutti abbiamo ricevuto da Dio dei talenti, cioè doni  e capacità da far fruttificare. Il tempo che viviamo deve diventare il tempo dell’impegno personale, tempo in cui ognuno deve operare con la sua fantasia  e  intelligenza. Alla fine una vita vissuta nel tentativo di costruire un mondo migliore sarà premiata da Cristo con il dono della sua gioia e della sua pace mentre coloro che hanno consumato i loro giorni all’insegna dell’egoismo saranno inesorabilmente tagliati fuori da questa gioia perfetta. Come vivere allora i talenti che abbiamo ricevuto ?  Siamo chiamati anzitutto a viverli nella chiesa,  famiglia di Dio, ma  ciò che conta non sono  i risultati da ottenere, ma l’accoglienza attiva del dono della vita, della fede e della salvezza. Aprire il nostro cuore e le nostre mani a questi talenti  costituisce il nostro compito fondamentale. Chiediamoci alla luce della Parola di Dio: che cristiani siamo? Abbiamo paura di manifestare la nostra fede oppure la testimoniamo con gioia in famiglia, nella comunità e sul lavoro tutti giorni? Gesù ci invita ad entrare nella gioia, perché è questa la nostra ricompensa,perché è questa gioia , la pienezza della vita.
PROF.ANTONIO LUISI.
 

Antonio De Pascale

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