SALUTE E BENESSERE. L'aggressività passiva.

La Dott.ssa Simona Novi

Ne parla la Dott.ssa Simona Novi, Psicologa e Psicoterapeuta, che ha rilasciato un’intervista al nostro giornale.
 
 
 
 
Domenica 18 settembre 2016
L’aggressività passiva
Di sicuro sarà capitato a tutti noi, specie nei luoghi di lavoro, di essere costretti a relazionarci con persone incapaci di esprimere la propria ostilità in maniera diretta: il collega che si dà malato nel giorno di una riunione importante, sabotando il nostro lavoro, la collega che si mostra intenzionalmente inefficiente, quella che tergiversa o che tiene il broncio.
Tali tipologie di individui, abili ad escogitare una modalità edulcorata per esprimere la propria aggressività occultata, restano apparentemente gentili e disponibili, provocando in chi li subisce, fastidio e confusione.
Quali sono i comportamenti passivo- aggressivi?
Primo tra tutti il silenzio, ma anche l’ostruzionismo, il procrastinare, il tenere il muso, la cocciutaggine, lo sparlare, il negare i propri sentimenti quando qualcuno li riconosce, l’indifferenza, la non cooperazione. Questo modo camuffato di esprimere la propria rabbia, si manifesta tra uomini e donne e a tutti i livelli culturali e sociali.
Quali sono le motivazioni legate all’adozione di queste condotte?
Tante possono essere le motivazioni per le quali una persona può decidere deliberatamente di adottare questa tipologia di comportamento.
Di sicuro il fattore culturale esercita un ruolo importante: fin da piccoli veniamo istruiti a non esprimere i nostri vissuti rabbiosi, semplicemente perché “non sta bene”.
Ma un ruolo importante lo esercita anche il sistema familiare, in particolare la coppia genitoriale. E’ possibile che questi individui, abbiano interiorizzato due modalità comportamentali opposte: quella passiva, ad esempio del padre  e quella dominante e manipolatrice della madre.
Con la crescita, non riuscendo a scegliere, tra la necessità di essere gentili e disponibili e il bisogno di avere il controllo sull’altro, arrivano a risolvere questa dissonanza scegliendo di essere entrambe le cose nello stesso istante: gentili e ostili.
Esistono poi famiglie dove si tramanda  il mito della perfezione, dove i conflitti non possono essere espressi perché è fondamentale indossare la maschera della bontà e vitale il bisogno di essere percepiti come buoni e bravi.
Quali gli effetti a lungo termine rispetto all’adozione di tali condotte?
Sebbene nel breve tali condotte possano sembrare le più produttive, si rivelano poi nel lungo termine portatrici di relazioni disfunzionali e faticose da gestire, perché prive di autenticità.
Quali le strategie risolutive?
L’adozione di uno stile comunicazionale assertivo e la coscientizzazione attraverso verbalizzazione dei propri vissuti emotivi.

 

Dott. ssa Simona Novi

Psicologa-Psicoterapeuta

Email:   simo.novi@libero.it

Antonio De Pascale

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