Baronissi. 16 novembre, presentazione del libro "Pittura come" di Loredana Gigliotti

Fino al 2 dicembre, mostra di pittura della stessa autrice al Frac.
 
 
 
Venerdì 16 novembre 2018
Antonio De Crescenzo
BARONISSI. Nell’ambito della mostra Loredana Gigliotti Intimi segni della vita, promossa e allestita fino al 2 dicembre presso il Museo FRaC, a Baronissi, l’Associazione Tutti Suonati ha organizzato, per venerdì 16 novembre, alle ore 18:30, la presentazione del volume, fresco di stampa, realizzato dall’artista salernitana.
È una raccolta di scritti che narrano del rapporto con la pittura, avvertita dall’artista come confidente, amica, fonte di forza e di energia; scritti ai quali Loredana ha affiancato una serie di disegni, di incisioni, di tecniche miste che segnalano la volontà, da parte dell’artista, di andare oltre il margine della pittura stessa e diventare un organico di piani che accolgono il respiro della vita.
Il tema conduttore del volume è proprio il disegno, oltre che la scrittura sottesa a tutta la produzione della Gigliotti dagli anni Sessanta ad oggi. Protagonista è il corpo della donna, un corpo che prende forme vegetali e animali, entrando nella sfera del mito.
A tal proposito, scrive Rubina Giorgi: “Il disegno è per Loredana da sempre un autentico piacere, la cui caratteristica precipua è la giocosità. Le piace il tatto delle carte, morbide o ruvide, e a Salerno dispone da vicino delle prestigiose carte di Amalfi, docili a svariate possibilità di realizzazione. Credo che abbia sperimentato tutte o quasi le tecniche possibili – tempere, pastelli, pigmenti in polvere, carboncini, inchiostri e grafite, e ancora incisioni a secco, acqueforti, colorazioni a mano…
Dovendo cercare di definire l’arioso e terrestre respiro di Paestum, quale indirettamente si manifesta nei disegni di Loredana, direi che esso consista in una leggerezza danzante delle sue figure femminili, levitazione di una nudità ingenua e solare composta in mosse visioni che dispiegano una grazia pagana, che però non turba la pietas cristiana dell’autrice né ne è turbata. Una grazia, che si afferma con naturalezza poiché appunto è nativa. Tanto che, se volessimo domandarci se le figure di Loredana sono dee o soltanto donne, dovremmo risponderci che la domanda è impropria perché non mancano di misteriosità, o meglio di note misteriche, nel senso di antichi celebrati misteri, queste immagini muliebri che nei loro movimenti cercano con sereno ardore, in modo incarnato se pur inconscio, di attingere un’ancestrale movenza divina, sacra, poiché sacro è il sostrato temporale di questi luoghi, che di fatto solennemente i templi attestano. A Paestum, che si dilata si può dire per tutto il territorio salernitano, il tempo è religione, è tempio.”

Antonio De Pascale

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