AMBIENTE E TERRITORIO. L'Economia Circolare: non una scelta, ma una speranza.

Antonio De Crescenzo

ne parla Antonio De Crescenzo, Energy Manager e Coordinatore del Paes nella Valle. Antonio De Crescenzo: “L’Economia Circolare è una forma di economia più collaborativa di quella attuale ed è per questo motivo che, il team del sito www.territoriosostenibile.it  ,segnala in continuazione iniziative,eventi e notizie che possano stimolare i cittadini ad individuare ognuno nel proprio ambito buone pratiche per contribuire ad accelerare il passaggio dall’economia lineare a quella circolare poiché è l’unica possibilità che abbiamo per preservare il nostro territorio”.
Martedì 25 ottobre 2016
ANTONIO DE CRESCENZO, ENERGY MANAGER E COORDINATORE DEL PAES NELLA VALLE
Dopo lo sviluppo sostenibile e la green economy, arriva l’economia circolare: mi chiedo spesso se le persone si fermano, anche un solo minuto, per riflettere e cercare di comprendere cosa è, come mai sembra ormai inevitabile ed indispensabile e soprattutto dove ci condurrà e attraverso quali fasi.
Partiamo da un’analisi della vecchia economia lineare, considerando i tre aspetti fondamentali – economico, ecologico e sociale – che ci permettono di analizzare la situazione in cui si trova il nostro pianeta.
Dal punto di vista economico, registriamo la fine della spinta di quel modello di produzione che ha creato alta occupazione, stipendi in crescita, grande aumento della produzione praticamente in tutti i settori. Questo modello, basato su grandi fabbriche con catene di montaggio per la produzione di ogni genere di oggetto, ideato per la società del consumo, si è rivelato distruttivo per l’ambiente.
Dal punto di vista ecologico, il modello di sviluppo ci ha portati al superamento dei limiti invalicabili per il pianeta terra. Tra i limiti invalicabili riconosciuti dalle comunità scientifiche quelli superati sono:
perdita di diversità biologica
superamento dei livelli di azoto nell’acqua
perdita della stabilità climatica.
A questi, ben presto, se ne affiancheranno altri in mancanza di una netta inversione di tendenza che potrebbe partire proprio dall’affermarsi del modello della economia circolare.
In realtà, il superamento di uno o più limiti invalicabili, produce danni all’ambiente per un lungo periodo. Il pianeta Terra nel 2050 sarà a fortissimo rischio di instabilità ecologica, con una popolazione di circa 9 miliardi di persone.
Infine, l’analisi dal punto di vista sociale: i problemi della povertà e della diseguaglianza globale sono, ancora oggi, molto forti. Nel mondo, oggi, circa 2 miliardi di persone non guadagnano più di 5 dollari al giorno, la differenza di reddito tra i più ricchi ed i più poveri continua a crescere.
La diseguaglianza non è solo un problema etico, essa è diventata un gravissimo problema economico. Ha messo in crisi l’intero meccanismo mondiale ed ha creato livelli di disoccupazione insostenibili.
Se un futuro sostenibile vuol dire ridurre le emissioni e gli impatti ambientali, solo un’industria innovativa può raccogliere la sfida e può agire sull’efficienza energetica per un’effettiva sostenibilità ambientale.
In definitiva, l’economia tradizionale è rimasta fino ad oggi legata ad un modello lineare “produci, consuma, dismetti “.
Questa linearità porta dalla raccolta ed estrazione di materie prime attraverso la società e va dritto dentro discariche, fiumi ed inceneritori. Un processo di vita e morte della materia estratta, lavorata ed abbandonata.
Qualche dato : il flusso di materia che entra nel sistema, nel 2010, è stato di oltre 65 miliardi di tonnellate, si prevede saranno circa 80 nel 2020.
Il modello dell’economia lineare porta dalla materia prima alla discarica e si trascina dietro sempre più problemi: scarsità di risorse, prezzi crescenti delle materie prime, difficoltà di approvvigionamento, costi di gestione del rifiuto molto elevati, nascita di un protezionismo della materia che cerca di preservare le cosidette “riserve strategiche “, ancora fenomeni di impatto ambientale quali isole di plastica galleggianti, malattie respiratorie in crescita nei Paesi dove si incenerisce spazzatura, contaminazione di fiumi e mari, ecc., ecc..
Le crisi ambientali degli ultimi anni (siccità e mutamenti climatici in primis) e la crescita dei prezzi dei beni primari, sono state le cause scatenanti di crisi alimentari e politiche in molte Nazioni.
Alla base dell’economia circolare, c’è il concetto base che pone al centro la sostenibilità del sistema, nel quale non ci sono prodotti di scarto e le materie vengono costantemente riutilizzate.
Parliamo di un’economia pensata per potersi rigenerare da sola: tutte le attività sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino le risorse per qualcun altro.
E’ stata individuata una risorsa: l’immensa quantità di materiali, oggetti e macchinari, buttati ogni anno.
Ogni anno si generano 1,3 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi urbani – circa 1,2 Kg procapite giorno –per il 2025 si raggiungerà quota 2,2 miliardi con una quota procapite di 1,5 kg circa.
La partita in Italia si basa sui 55 milioni di tonnellate ad oggi – di cui 13 milioni sono differenziati – per arrivare a circa 65 milioni di tonnellate nel 2025.
Infine, qualche dato sullo spreco alimentare: prendiamo coscienza del fatto che, ogni giorno, circa 1/3 della produzione di cibo non viene utilizzata dalle persone. Secondo uno studio dell’Università di Bologna, ogni anno gettiamo in pattumiera alimenti per un valore medio di 210 € ovvero, circa 4 €/settimana/procapite.
Inoltre, lo spreco alimentare contribuisce con circa 3,3 miliardi di tonnellate di co2 emesse in atmosfera.
Il passaggio all’Economia Circolare prevede un uso massiccio di fonti di energia rinnovabile, un grande passaggio di informazioni tra i soggetti economici che ne fanno parte, una forte capacità di innovazione , prodotti progettati in modo che durino nel tempo e i cui  componenti possano essere riciclabili o riutilizzabili tutti o quasi tutti.
L’Economia Circolare è una forma di economia più collaborativa di quella attuale ed è per questo motivo che, il team del sito www.territoriosostenibile.it  ,segnala in continuazione iniziative,eventi e notizie che possano stimolare i cittadini ad individuare ognuno nel proprio ambito buone pratiche per contribuire ad accelerare il passaggio dall’economia lineare a quella circolare poiché è l’unica possibilità che abbiamo per preservare il nostro territorio.
“L’economia circolare non è puro e semplice riciclo, ma una vera e propria filosofia economica “.
ANTONIO DE CRESCENZO, ENERGY MANAGER E COORDINATORE DEL PAES NELLA VALLE
 
Fonti : Che cos’è l’economia circolare – Bompan Emanuele e Brambilla Ilaria Nicoletta
Economia innovatrice – Di Stefano Andrea e Lepratti Massimiliano
 
 

Antonio De Pascale

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