PELLEZZANO. E' caduta l'Amministrazione comunale.

Francesco Morra

Giuseppe Pisapia

Il Consiglio comunale è stato sciolto perché 9 Consiglieri di opposizione si sono dimessi. L’ex Sindaco, Pisapia: “Pellezzano non perdona i traditori. Toreneremo a governare la città più forti di prima”. Francesco Morra: “l’azione amministrativa è stata accentrata nelle mani di poche persone.  La patrimonializzazione della società pubblica per consentire alla stessa di accedere a un mutuo, a tanti di noi è sembrato un azzardo enorme”. I dettagli.
 
Sabato 30 settembre 2017
PELLEZZANO. Che si profilasse la fine della sua consiliatura, il sindaco Giuseppe Pisapia ne era cosciente tanto da averne parlato anche nel suo ultimo incontro con i cittadini nell’operazione che aveva denominato “Verità”.
“Mi sono impegnato per la mia comunità – dice l’ex Sindaco Giuseppe Pisapia – e i cittadini lo sanno. Quello che mi rammarica, è il tradimento, ma ciò di cui sono certo, è che i pellezzanesi, di qualsiasi ideologia politica siano o simpatie personali abbiano, possono perdonare tutto, ma mai il tradimento”. L’amarezza del sindaco è evidente, non per il ruolo che va a lasciare, ma per quello che attende la cittadinanza con l’avvento di un commissario, in virtù della difficile situazione economica del Comune.
“Pellezzano avrà un commissario e io, Giuseppe Pisapia, andrò avanti nell’identificare le responsabilità di quanto svolto nel corso della mia amministrazione. Anche se non sarò più sindaco (almeno per il momento), chi ha cercato di fare i propri interessi alle mie spalle, approfittando della mia buona fede, non avrà scampo. Siamo già partiti con la riorganizzazione e, avendo eliminato le mele “marce”, torneremo più forti di prima a governare Pellezzano per continuare la nostra opera di risanamento e come baluardo al degrado e al saccheggio della città”.
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LA REPLICA DEL GRUPPO CONSILIARE “IMPEGNO CIVICO”:
Una scelta inevitabile per il Bene di Pellezzano, Unico vero atto di responsabilità.
Nelle ultime settimane, chi ha fatto parte del gruppo “Cambia Pellezzano”, è stato chiamato a scelte difficili, che abbiamo provato a scongiurare, ma che, alla fine, sono risultate inevitabili.  L’azione amministrativa, progressivamente, e con delega del sindaco, è stata accentrata nelle mani di poche persone che, tra delirio di onnipotenza e scelte arbitrarie, rischiavano di mettere seriamente a repentaglio il futuro della comunità. Perciò, a malincuore, abbiamo maturato la decisione di dimetterci come consiglieri comunali.
Abbiamo atteso qualche segnale dall’ultimo incontro convocato da Pisapia, tuttavia, la sua “operazione verità”, si è risolta in un’invettiva pubblica: uno sterile comizio in un cui ha cercato di scaricare su altri il suo fallimento politico, non proponendo alcuna soluzione e celandosi dietro la sua onestà personale. La vera Onestà, invece, doveva condurlo a rivelare, all’intera comunità, la reale situazione economica del Comune e della “Pellezzano Servizi”. Magari, informando dei provvedimenti approvati, nonostante le perplessità interne, ma votati per senso di responsabilità e, benché fossero imposti senza troppi approfondimenti da un esponente dell’amministrazione, di cui inizialmente tutti ci siamo fidati in buonafede, hanno portato solo a una maggiore esposizione debitoria dell’ente.
Quando sono sorti i primi dubbi rispetto questo modo di operare, siamo stati accusati di voler condizionare le scelte del sindaco (e sarebbe stato opportuno!!!). I suggerimenti sul cambiare rotta? Erano ricatti!!! Le richieste di maggiori informazioni? Inutili intralci all’attività del sindaco e del suo suggeritore !!!.
È passato un mese dall’ultimo consiglio comunale nel quale si era chiaramente delineata una differente maggioranza, con il solo Pasquale Giordano a mantenere in vita una fragile e precaria amministrazione, ormai diversa da quella uscita dalle urne!. Eppure, nulla è stato fatto in questo periodo per giungere, con senso di responsabilità, a una soluzione che potesse consentire il proseguimento dell’amministrazione fino alla scadenza naturale del mandato.
Pisapia, che già in passato ha rappresentato la distruzione di un’area politica, pur rimasto ormai solo con i suoi due mentori, ha purtroppo perseverato nella sua strategia, rompendo rapporti politici e personali con alcuni degli esponenti dell’amministrazione comunale che, sin dal 2004, erano al suo fianco per la costruzione di un valido e concreto progetto politico di cambiamento per Pellezzano.
L’unico vero atto di verità che il sindaco Pisapia avrebbe dovuto fare, era ammettere in pubblica piazza, nonostante le tante responsabilità fatte assumere ai Consiglieri Comunali, la gravità della situazione economica del Comune, certamente in parte ereditata, ma in seguito aggravata dalle disastrose strategie messe in campo da chi si vantava di essere il “salvatore” di Pellezzano.
È giusto precisare che, in questi tre anni d’amministrazione, ad alcuni di noi non è stato mai consentito d’entrare nel merito delle questioni, analizzando carte e documenti. Forse, potevamo ribellarci prima, tante volte abbiamo provato vanamente a far sentire la nostra voce all’interno del gruppo, ma senza ricevere alcun ascolto.  Per poi puntualmente essere messi con le spalle al muro e sottoposti al solito “ricatto”: che se non si fosse stati uniti e rapidi nel ratificare decisioni prese altrove, si rischiava il dissesto dell’Ente. Tuttavia, c’è un limite e l’ultima proposta dell’assessore al Bilancio di una patrimonializzazione della società pubblica per consentire alla stessa Società di accedere a un mutuo (e quindi indebitarsi ulteriormente), a tanti di noi è sembrato un azzardo enorme. Trasferire come garanzia a una società già mostruosamente indebitata i beni della nostra comunità? Non potevamo consentirlo!

Di fronte a queste responsabilità, non potevamo restare inerti, anche se si cerca di spostare l’attenzione su altri eventi, accusando di fatti mai accaduti, ma solo per nascondere la leggerezza del sindaco.

Gruppo Civico “Impegno Civico”: Nicola Coviello, Michele Murino, Andrea Marino, Francesco Morra

Antonio De Pascale

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