MERCATO S.SEVERINO. Tre morti nella casa distrutta da un incendio, parla il Parroco, Padre Leone Esposito.

Padre Leone Esposito

Padre Leone: “un dolore immenso. La famiglia Papa, gente onesta e legata alla Chiesa. Franco era un assiduo frequentatore della nostra Parrocchia. Non ci resta che pregare e affidarci al Signore”.
 
 
Venerdì 29 dicembre 2017
Antonio De Pascale
MERCATO S. SEVERINO. L’immane tragedia della famiglia Papa, ha addolorato l’intera comunità sanseverinese. E anche la parrocchia Sant’Antonio dei frati francescani minori, punto di riferimento, da circa otto secoli, della cittadina capofila della Valle dell’Irno. La notizia è incominciata a diffondersi  nelle prime ore della mattinata di ieri ed è l’argomento più discusso in città, nei bar e lungo le strade della cittadina. Alla parrocchia francescana, era molto legata questo nucleo familiare. In particolare, Franco era un assiduo frequentatore della chiesa situata a duecento metri circa dalla sua abitazione. Tra i suoi impegni, trovava sempre un po’ di spazio da dedicare alla preghiera in chiesa. Lo si vedeva camminare spesso con la Bibbia stretta sotto un braccio. Su questa immane tragedia, abbiamo intervistato il giovane parroco, padre Leone Esposito, che così commemora quei suoi parrocchiani.
Quali ricordi ha della famiglia Papa?
Erano delle bravissime persone, oneste e devote. Franco, in particolare, era un assiduo frequentatore della nostra parrocchia. Sovente, durante la messa domenicale, leggeva brani della liturgia. Si fermava spesso a pregare anche nella cappellina esterna alla nostra chiesa, quella in cui c’è l’adorazione permanente dell’Eucaristia. Infatti, si era riservato un turno per l’adorazione, alternandosi con gli altri parrocchiani e fedeli. Non di rado, dopo le funzioni religiose, si intratteneva a parlare in piazza Dante, dinanzi alla chiesa, con amici e conoscenti, per far poi rientro a casa. Franco, così come il fratello Donato, era una persona riservata, ma anche affabile e gentile nelle conversazioni con le altre persone, disponibili al dialogo con chi si avvicinava loro. Una grave perdita per la nostra comunità francescana, che assicura preghiera per le vittime, per i loro parenti e per gli amici. Franco era una persona dotata di vastissima cultura, conosceva perfettamente il latino e il greco, tanto che impartiva ripetizioni di queste materie a numerosi studenti dei licei, in particolare, ma anche agli universitari.
Crede all’ipotesi omicidio/suicidio?
Si tratta solo di un’ipotesi, è prematuro parlarne ora.
E della signora Iole, che ricordi ha?
Una donna molto religiosa. Usciva raramente da casa. Così, andavo a confessarla presso la sua abitazione. Poi, una collaboratrice parrocchiale, le portava regolarmente la comunione.
E di Donato, quali ricordi conserva?
Ance lui frequentava la nostra parrocchia, anche se di meno rispetto al fratello Franco. Ma, anch’egli era una brava persona. Una tragedia che ha scosso l’intera nostra comunità, non ci resta che pregare e affidarci al Signore.

Antonio De Pascale

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