MERCATO S.SEVERINO. Ospedale "Fucito", c'è carenza di infermieri e operatori socio-sanitari.

L'ospedale Fucito

Gerardo Liguori

Lo denuncia Gerardo Liguori, sindacalista della Cgil. E il 6 aprile, al Comune di Baronissi, convegno dedicato proprio alle sorti del nosocomio sanseverinese. I dettagli.
 
Giovedì 6 aprile 2017
Antonio De Pascale
MERCATO S. SEVERINO. L’ospedale Fucito, ubicato nella frazione Curteri, si ritrova a fare i conti con i soliti problemi di carenza nell’organico. Mancano, soprattutto, venti infermieri e venti operatori socio-sanitari (oss) circa, quelli, per intenderci, che aiutano gli infermieri nelle loro mansioni e curano l’igiene degli ammalati. Lo denuncia il sindacalista Gerardo Liguori della Cigl. “Abbiamo bisogno – spiega Liguori – di venti infermieri ma, soprattutto, di venti operatori socio-sanitari. Di quest’ultima figura, abbiamo diciotto unità, ma di essi solo cinque possono garantire turni h24. La loro età media è di 60 anni, la maggior parte di essi ha patologie e non può sostenere turni notturni. Due oss andranno in pensione tra maggio e giugno, altri due nel 2018”. “Così – prosegue Liguori – arriviamo al paradosso: nella rianimazione, a esempio, non c’è l’oss h24. Solo al pronto soccorso si coprono i tre turni della giornata ed essi garantiscono pure il servizio nella sala mortuaria e nelle sale operatorie in emergenza”. Vista la carenza di questa figura, spesso gli infermieri devono sostituirsi agli oss, che rappresentano la figura intermedia tra i malati, i medici e gli infermieri stessi. “In questo modo – ammonisce Liguori – rischiamo una vertenza collettiva degli infermieri che, quando sostituiscono gli operatori socio-sanitari, subiscono un demansionamento”. Liguori suggerisce quella che può essere una soluzione: “bisogna – prosegue – procedere con assunzioni straordinarie e urgenti di queste figure, porre fine al commissariamento della sanità in Campania e dare il potere e la responsabilità di questo settore al presidente della nostra Regione, Vincenzo De Luca. Se non ci saranno assunzioni, l’atto aziendale si attuerà con ritardo”. Liguori illustra anche altri problemi del Fucito: “si discute – conclude – dell’ipotesi di accorpare i reparti, ma ciò creerebbe un forte disagio organizzativo che potrebbe verificarsi in urologia, uno dei nostri reparti di eccellenza”.
Intanto, Giovedì 6 aprile, alle ore 18.00, a Baronissi (Aula Consiliare Palazzo di Città), c’è un confronto sul futuro dell’ospedale Fucito di Mercato S. Severino. Sarà presente il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, Nicola Cantone. Ai saluti del consigliere delegato alla sanità del Comune di Baronissi, Antonio Rocco, e del preside della facoltà di Medicina dell’Università di Salerno, Mario Capunzo, seguiranno gli interventi dei sindaci della Valle dell’Irno, dei segretari provinciali delle organizzazioni sindacali, di consiglieri regionali e di esponenti dell’Associazione Pro Ospedale “Alfonso Gatto”. Modera il dibattito il giornalista Andrea Siano. Sarà un confronto utile per analizzare le prospettive future del “Fucito”, alla luce dell’approvazione del nuovo Atto Aziendale.
(Nelle foto sopra: Gerardo Liguori e l’ingresso principale dell’ospedale Fucito. Clicca sulle immagini per ingrandirle)

Antonio De Pascale

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