MERCATO S.SEVERINO. NELLA NOTTE TRA IL 15 ED IL 16 AGOSTO, AD ACIGLIANO C'E' " 'O CIUCCIO E FUOCO".

Si tratta di un asino in ferro e cartapesta, bardato di fuochi pirotecnici e sormontato da un manichino che riproduce le fattezze di un personaggio noto alle cronache, che viene fatto esplodere a mezzanotte. Attese migliaia di persone. L’evento rientra nell’ambito dei festeggiamenti in onore della Madonna Assunta in Cielo. I dettagli.
 
 
Giovedì 14 agosto 2014
MERCATO S.SEVERINO.Nella notte tra il 15 ed il 16 agosto, ad Acigliano, frazione del Comune di Mercato S.Severino, si ripete l’antico rito folkloristico e spettacolo pirotecnico de “ ‘O Ciuccio e fuoco”, nell’ambito dei solenni festeggiamenti religiosi e civili in onore della Madonna Assunta in Cielo. Si tratta di un asino in ferro e cartapesta, bardato di fuochi pirotecnici che, allo scoccare della mezzanotte, viene incendiato. Il rito attira migliaia di persone. Si calcola, in media, che almeno 5.000 persone assistano alla manifestazione, molte delle quali provengono da altri Comuni della provincia e anche da altre località campane. Per l’occasione, rientrano anche gli aciglianesi emigrati in Francia, in particolare la folta comunità che vive a Farebersviller, cittadina transalpina che si è gemellata, il 10 settembre 1998, proprio con Acigliano. In quel giorno, infatti, il Ciuccio aciglianese fu portato a Farebersviller ed incendiato dinanzi al Comune francese, in un abbraccio ideale fra gli aciglianesi emigrati e quelli residenti nella frazione sanseverinese. L’anno successivo, la comunità francese ricambiò la visita, giungendo nella piccola frazione sanseverinese. L’asino è sormontato da un manichino, che replica le fattezze di un personaggio noto alle cronache mondiali. Così, negli ultimi anni, sono comparse le maschere di Diego Armando Maradona, del dittatore Saddam Hussein, del terrorista Osama Bin Laden, degli ex Premier italiani Romano Prodi e Silvio Berlusconi, ma anche le riproduzioni di politici locali. Lo spettacolo è organizzato dal comitato festa e dall’associazione socio-culturale “San Magno”, coordinata da Gerardo De Dominicis, noto dipendente comunale. Le origini di questa tradizione popolare si perdono nella notte dei tempi. Secondo una tradizione orale, il rito affonda le radici nell’antica rivalità, oggi piuttosto sopita, tra le frazioni confinanti di Pandola ed Acigliano. Si dice che ad Acigliano fu rinvenuta una carcassa di un asino vero e, così, gli aciglianesi, per sbeffeggiare i “cugini” vicini, trascinarono il povero animale morto al confine con Pandola. Fino agli anni ’90, il Ciuccio veniva incendiato sotto il secolare tiglio di Acigliano, altro simbolo del paese, per poi essere trascinato dai giovani lungo la strada del paese, tra due ali festanti di folla, scoppiettii di fuochi e spruzzi di acqua. All’epoca la miccia veniva accesa da un anziano del paese. Ma poi, per questione di sicurezza e nel rispetto della normativa in materia, già da diversi anni, il Ciuccio viene fermato nella piazza del paese e qui viene incendiato. La folla si raduna lungo le transenne che delimitano l’area ed assiste al  rito. A seguire, subito dopo, c’è un altro spettacolo, ben più tradizionale, dei fuochi fatti esplodere nel cielo stellato. L’associazione socio-culturale “San Magno” esiste dal lontano 1958 e nacque con l’obiettivo di favorire la socializzazione dei cittadini. Pochi anni fa, l’appuntamento era preceduto da una settimana di altri eventi, come mostre, seminari, spettacoli, rassegne di canti e gruppi folkloristici, che coinvolgevano le associazioni locali.

Antonio De Pascale

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