MERCATO S.SEVERINO. Nella notte tra il 15 e il 16 agosto, ad Acigliano, c'è il Ciuccio di Fuoco.

O Ciuccio di Fuoco, edizione 2015

Un asino di polistirolo e/o materiale plastico, con razzi, botti, biancali e materiale incandescente, esplode tra l’ilarità dei presenti. Richiama, ogni anno, migliaia di persone. L’evento rientra nell’ambito dei festeggiamenti in onore della Madonna Assunta in Cielo.
 
 
 
Antonio De Pascale
MERCATO SAN SEVERINO.Tutto pronto per il tradizionale rito del “Ciuccio di fuoco”, nella frazione Acigliano. Nella notte tra lunedì 15 agosto e martedì 16 agosto, alle ore 00,01, infatti, rivive l’antica tradizione dello scoppio apotropaico del simulacro asinino, nell’ambito della festa in onore della Madonna Assunta in Cielo. Il rito coincide con l’ingresso nella costellazione del Cane, che ha dato nome alla canicola, il caldo agostano. Come da tradizione, il Ciuccio è sormontato da una maschera che riproduce le fattezze di un personaggio del mondo politico, dello sport e comunque noto ai più. L’anno scorso, toccò al Governatore Vincenzo De Luca, negli anni passati ad altri vip, tra cui Diego Armando Maradona, Saddam Hussein, Osama Bin Laden. L’evento è organizzato dall’associazione S.Magno, attiva fin dagli anni ’50. L’antica consuetudine del bardare un asino di polistirolo e/o materiale plastico – dapprima era di cartapesta – con razzi, botti, biancali e materiale incandescente in modo tale da farlo esplodere tra l’ilarità dei presenti, richiama, ogni anno, migliaia di persone. Fino a non molti anni fa, il Ciuccio, una volta incendiato, veniva trascinato lungo la strada che collega Acigliano e la vicina frazione Pandola, tra due ali di folla festanti. Ma poi, le norme sulla sicurezza, hanno posto fine a questa tradizione. Il Ciuccio, così, viene fermato al centro della piazza di Acigliano e qui dato fuoco, con gli spettatori tenuti a distanza di sicurezza. Nel passato, ad accendere la miccia, era, di solito, la persona più anziana del paese. Poi, l’ “incarico” passò al sindaco. Al termine della manifestazione, spazio a un tradizionale spettacolo pirotecnico nel cielo stellato. Diverse le ipotesi sulle origini del Ciuccio. Una di queste, rimanda alla rivalità – oggi sopita – tra Acigliano e Pandola: qualcuno avrebbe fatto ritrovare ai vicini “cugini” una carcassa di asino vero. Un’altra ipotesi rimanda all’indizione bizantina, la chiusura dei contratti agrari per la nuova stipula di settembre, ai contadini della frazione. Per l’occasione, rientrano in paese molti aciglianesi emigrati nella cittadina francese di Farebersviller.

Antonio De Pascale

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