MERCATO S.SEVERINO. La famiglia Papa, tra cultura, sani principi e il legame con la Chiesa.

Città ancora incredula per la tragedia che ha colpito questo nucleo familiare, perito nell’incendio della casa. Donato incontrò e strinse la mano al Papa S. Giovanni Paolo II. Insieme al fratello Franco, avrebbe dovuto partecipare, il 28 dicembre, a una cena con gli amici del periodo del liceo.
 
 
Sabato 30 dicembre 2017
Antonio De Pascale
MERCATO S. SEVERINO. Costernata, attonita, addolorata, incredula. Così appare la cittadina capofila della Valle dell’Irno dopo la tragedia che ha colpito la famiglia Papa nel periodo dell’anno in cui si celebra la festa natalizia, la più sentita e attesa dalla gente. Suo malgrado, nella giornata dell’altro ieri, Mercato S. Severino è stata al centro della cronaca non solo dei mass-media provinciali, ma anche dei tg nazionali. Tre vite spezzate in modo tragico, una dramma che resterà a lungo nei ricordi dei sanseverinesi. Una tragedia che ha distrutto una delle famiglie più note e stimate in città, molto legata alla chiesa cattolica. Un’ennesima riprova in questo senso, è l’incontro personale che Donato e la sorella, Rosellina, ebbero, alla fine degli anni ’80, con il Papa Giovanni Paolo II, in Vaticano, durante il giro che, abitualmente, il Pontefice santo faceva in piazza, tra la gente, a conclusione delle cerimonie religiose. Donato e Rosellina, che riuscirono a posizionarsi in prima fila, vicino alla balaustra che delimitava l’area per la collocazione dei fedeli, ebbero addirittura la fortuna di stringere la mano al Papa che contribuì, in maniera determinate, alla caduta del comunismo nell’ex Unione Sovietica. Un ricordo che, entrambi, serbavano gelosamente e che, con un pizzico di orgoglio, raccontavano, di tanto in tanto, agli amici più cari. Un incontro che qualcuno riuscì a immortalare anche con una foto. Donato e Franco avrebbero dovuto partecipare, l’altro ieri sera, a una cena con alcuni amici della gioventù. Questi ultimi avevano contattato Donato per comunicargli la data, il locale e l’orario della cena. Donato aveva fatto sapere che si trovava dalla sorella, Rosellina, in Basilicata, per trascorrere lì il Natale con i parenti, ma li aveva rassicurati sulla sua presenza alla rimpatriata tra vecchi amici. Quella cena, purtroppo, non è stata consumata, a causa di un destino crudele che si è accanito su di lui, sul fratello Franco e sulla loro mamma, Iole De Marco. Intanto, la tragedia resta al centro delle discussioni in città, nei bar, nei circoli, lungo il centralissimo corso Diaz, nelle frazioni. “Il destino crudele – dicevano ieri alcuni cittadini – si accanisce sempre contro le brave persone”. “Una tragedia – aggiungevano altri – che la famiglia Papa, onesta, di sani principi e benvoluta da tutti, non meritava”. In piazza Dante, invece, alcuni frequentatori della chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova, si chiedevano come commemorare, in particolare, Franco, cattolico devoto e praticante, che leggeva brani delle sacre scritture durante la messa domenicale e che si fermava, spesso, a pregare nella cappellina esterna alla chiesa, dove c’è l’adorazione permanente dell’Eucaristia. In molti lo ricordano con l’immancabile Bibbia che stringeva sotto il braccio destro. Per il giorno dei funerali, il sindaco, Antonio Somma, ha proclamato il lutto cittadino.
(Nella foto sopra, tratta da Facebook, Donato Papa – con la giacca di color chiaro e gli occhiali da vista – e la sorella Rosellina, con la camicia di color rosa, mentre incontrano Papa Giovanni Paolo II. Clicca sull’immagine per ingrandirla)

Antonio De Pascale

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