MERCATO S.SEVERINO. "Ge.Se.Ma.", duro scontro tra il Pd e l'amministrazione comunale.

Il Comune

I manifesti del Pd

Il Pd attraverso manifesti: “Ge.Se.Ma.” in gravissima crisi, tanto da mettere il suo destino e quello dei lavoratori nelle mani della sezione fallimentare del Tribunale. E’ il loro fallimento politico. Chiediamo lo scioglimento del Consiglio comunale”. La replica: “atto di sciacallaggio politico. Il ricorso al concordato preventivo è previsto dalla Legge e ha come obiettivo quello di salvare la “Ge.Se.Ma.” e i posti di lavoro”.
 
Venerdì 5 febbraio 2016
MERCATO S.SEVERINO. Duro scontro tra il Partito democratico e l’Amministrazione comunale a proposito della situazione finanziaria della società “Ge.Se.Ma.”. Il Pd, attraverso manifesti pubblici, firmati dai Consiglieri comunali Carmine Ansalone, Fabio Iannone, Gerardo Figliamondi e dal segretario della sezione, Patrizia Frallicciardi, lancia una pesante critica a proposito della situazione finanziaria della “Ge.Se.Ma.”, propspettando timori per il futuro lavorativo dei circa 100 dipendenti.
Patrizia Frallicciardi

Sul manifesto, intitolato “Mobasta”, è scritto quanto segue: “Il Sindaco, i Consiglieri comunali di maggioranza ed il Consiglio di amministrazione hanno determinato la gravissima e perdurante crisi debitoria della Ge.Se.Ma. Ambiente e Patrimonio. Crisi procurata in anni di incapacità politica e cattiva gestione amministrativa, tanto da mettere i destini della società e dei suoi lavoratori nelle mani dei creditori e della sezione fallimentare del Tribunale. E’ il loro fallimento politico! Per il bene ed il futuro della nostra comunità, dell’azienda e dei lavoratori, chiediamo l’unico atto di dignità e responsabilità: lo scioglimento del Consiglio comunale”.
In relazione ai manifesti e alle notizie apparse sugli organi di informazione, il Consiglio di Amministrazione della societa’ Gesema Ambiente e Patrimonio srl e l’Amministrazione Comunale di Mercato S. Severino, comunicano quanto segue:
L’eventuale ricorso allo strumento del concordato preventivo con continuità aziendale previsto dalle vigenti norme, a differenza di quanto fatto sussumere dai firmatari del manifesto, non è l’anticamera di una procedura liquidatoria ma, al contrario, uno strumento che dà la possibilità alle imprese, anche pubbliche, di affrontare una crisi finanziaria in modo trasparente e corretto.
La ratio della normativa è di accompagnare la società, sotto la supervisione del commissario nominato da un organo terzo che, nel caso di specie, è il Tribunale di Nocera Inferiore (e non quello di Salerno come erroneamente riportato), a superare in modo efficace le difficoltà finanziarie in un arco temporale ben definito, con ogni garanzia per i creditori e, soprattutto, per la salvaguardia dei posti di lavoro. Ad ulteriore riprova dell’inesattezza interpretativa dei firmatari del manifesto, si aggiunge che la procedura, stante proprio la ratio della stessa, consente che gli organi sociali restino in carica ed operativi (a differenza degli altri istituti del concordato previsti dalla normativa di settore) e che la società possa accedere anche a finanziamenti per nuovi investimenti e di continuare ad operare in piena autonomia gestionale.
Il Sindaco Romano

E’, pertanto, di palese evidenza l’ennesimo tentativo di strumentalizzazione politica che altro non produce se non un inutile allarme sociale. A differenza di chi ha adottato il metodo del “tanto peggio, tanto meglio”, incuranti delle sorti dei lavoratori, noi esercitiamo le nostre funzioni in modo responsabile e trasparente con l’unico obiettivo di garantire il posto di lavoro ai dipendenti. Si ricorda che, tra le cause della crisi finanziaria della società, vi è anche la scelta di non licenziare quei dipendenti impegnati in attività che le leggi dello Stato hanno progressivamente e successivamente sottratto alle società pubbliche, introducendo l’obbligo di poter espletare funzioni solo per il loro proprietario, cioè il Comune.
A questo va aggiunto che, l’eventuale scelta di avviare una procedura di concordato preventivo in continuità aziendale, è un’ulteriore fase attuativa già contemplata dal Piano di Razionalizzazione dei costi societari, definito nel marzo dello scorso anno, in ossequio ad una ulteriore legge dello Stato ed in fase di avanzata attuazione. Le misure contenute in tale Piano, regolarmente inviato ala Corte dei Conti, hanno consentito di ottenere riduzioni di costi di circa 40.000 euro per il 2015 e consentirà, per il 2016, una riduzione certa di costi operativi pari ad € 182.314,52. Tra i primi costi ad essere ridotti, ci sono stati quelli dell’organo di amministrazione e dell’organo di controllo, decurtati di circa la metà dei minimi stabiliti dalla legge.
Quindi, al contrario di quanto si afferma, è questa la strada conforme alla vigente normativa in grado di riportare in equilibrio economico finanziario la società già entro il 2018, così come previsto nell’ultima versione del Piano industriale redatto in base alla razionalizzazione dei costi. Tutte le società partecipate dagli Enti Locali stanno vivendo momenti di grande difficoltà finanziaria. Basti pensare alle società pubbliche della Provincia di Salerno e della quasi totalità degli altri Comuni della nostra Regione. Agli atti di sciacallaggio politico, rispondiamo continuando con forte determinazione nell’azione intrapresa, in perfetta rispondenza alle vigenti leggi in materia, in modo responsabile e trasparente, nell’esclusivo interesse dei lavoratori.
(Nelle foto: i manifesti del Pd, il Sindaco Giovanni Romano, il segretario del Pd, Patrizia Frallicciardi e il Palazzo vanvitelliano, sede del Comune. Clicca sulle foto per ingrandirle. Poi clicca sulla freccia “<-” posta nell’angolo in alto sulla sinistra per tornare sull’articolo)

Antonio De Pascale

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