MERCATO S.SEVERINO. Crisi Ge.Se.Ma., incontro tra i candidati a Sindaco e il Sindacato della Uil-Tec.

Una protesta della Gesema

La tavola rotonda si terrà il 25 maggio (ore 17) al teatro comunale. Gli aspiranti sindaci illustrano le loro proposte per ricollocare i lavoratori del ramo patrimonio della Ge.Se.Ma.: ecco cosa intendono fare Bennet, Somma, Zampoli e Grimaldi.
 
 
 
 
Martedì 23 maggio 2017
Antonio De Pascale
MERCATO S. SEVERINO. E’ uno dei problemi più gravi del Comune, che dovrà essere affrontato dalla prossima amministrazione comunale. Si tratta della società in house “Ge.Se.Ma.”, dichiarata fallita da una sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore. Dopodomani (ore 17), presso la sala “Angrisani” del teatro comunale, avrà luogo un incontro sull’argomento tra i sindacalisti della Uil-Tec (organizzatori del convegno) e i quattro candidati a sindaco: Enzo Bennet, Antonio Somma, Angelo Zampoli e Annalucia Grimaldi. E, mentre i trentacinque dipendenti del ramo ambiente sono stati assorbiti da una ditta avellinese che cura la raccolta differenziata in città, resta il problema dei trentasette lavoratori del ramo patrimonio. Di questi, diciotto hanno scelto di autolicenziarsi, per potere accedere alla disoccupazione. Ne restano, dunque, diciannove da ricollocare. Va evidenziata la difficile situazione finanziaria della Gesema. Vale la pena ricordare che, i revisori dei conti del Comune, nel verbale del 31 gennaio scorso, avevano sottolineato che, nel rendiconto 2015, la società aveva un patrimonio netto negativo pari a 11 milioni e 800mila euro circa. Questi dati – anche all’esito della dichiarazione di inammissibilità del ricorso proposto dalla Gesema per l’attivazione della procedura di concordato preventivo – sono alla base  dell’incapacità del Comune a ricapitalizzare per mancanza di risorse. Al punto che, nel dicembre 2016, è stata depositata la richiesta per la dichiarazione di fallimento. Fallimento dichiarato dal Tribunale il 27 gennaio scorso. Un eventuale reclamo contro la sentenza di fallimento, andava proposto entro trenta giorni dalla sentenza, cosa non avvenuta. Ma è ancora poco chiara la dimensione della situazione debitoria della Gesema in quanto, entro il prossimo 20 giugno, si terrà l’udienza per la verifica delle domande di insinuazione al passivo. “E’ evidente che – dice Bennet – la situazione nella quale sono venuti a trovarsi, non certo per loro responsabilità, i dipendenti della Gesema, sarà oggetto di massima attenzione in caso di nostra vittoria alle elezioni. Bisognerà valutare, in profondità, le iniziative che sarà possibile prendere, ma chiaramente questi lavoratori non possono essere lasciati da soli e va studiata una soluzione strutturale. In ogni caso, auspico che si evitino strumentalizzazioni politiche in questa campagna elettorale. La dignità dei lavoratori della Gesema va rispettata e non usata per squallide finalità elettoralistiche”. Secondo Somma, “né la gestione commissariale, né la Regione Campania, hanno manifestato interesse rispetto a tale vicenda. C’è da considerare che, eccezione fatta per il servizio di pulizia degli uffici comunali, affidata a terzi, gli altri servizi resi da tali lavoratori, da inizio anno, non sono più erogati. Considerata l’impossibilità di costituire una nuova società municipalizzata, come previsto dal Dlgs. 175/2016, l’unica soluzione fattibile è la costituzione di cooperative a mutualità prevalente per ciascuna categoria di servizio. In tal caso, sarà possibile affidare i servizi direttamente a tali cooperative o farle partecipare alle procedure negoziate”.  Per Zampoli, “il fallimento della Ge.Se.Ma. poteva essere evitato. Sarebbe bastato proseguire nell’azione, avviata dall’amministrazione Romano, di risanamento della società e di ripiano dei debiti accumulati attraverso l’attuazione del piano di razionalizzazione delle spese. Si ritiene possibile la ricollocazione al lavoro del personale attualmente inoccupato e licenziato, attraverso la costituzione di un’azienda speciale alle dirette dipendenze dell’Ente e senza costi per lo stesso, ai sensi del Dlgs. 267/2000”. “A oggi – dice Grimaldi – non ci sono soluzioni chiare e reali. Studiamo la situazione con esperti del settore. Cerchiamo di salvaguardare i lavoratori e, dare soluzioni ora, significa dare a essi false illusioni. Il nostro programma include “rifiuti zero”, ciò significa la presenza di lavoratori nel settore”.
(Nella foto sopra: una recente protesta dei lavoratori della Gesema, che s’incatenarono dinanzi al Comune. Clicca sulla foto per ingrandirla)

Antonio De Pascale

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