MERCATO S.SEVERINO. A Curteri intitolata una piazza ai fratelli socialisti Luigi e Cecchino Cacciatore

La targa

Il Sindaco Somma e gli eredi dei Cacciatore

Un momento della cerimonia

La targa viene scoperta

Lottarono contro il maledetto regime fascista, pagando un prezzo durissimo; ricoprirono ruoli istituzionali e sindacali di altissimo livello. Presenti gli eredi dei due congiunti, il Sindaco, Dr. Antonio Somma, gli Assessori comunali Erminio Della Corte e Michela Amoroso, il già Senatore Gianni Iuliano, il Parroco, don Raffaele De Cristofaro. Riportiamo il discorso integrale dell’Avvocato Cecchino Cacciatore, che sintetizza il percorso umano e politico dei suoi antenati. La cerimonia c’è stata il 25 aprile, festa d’Italia per la Liberazione dal nazi-fascismo. Il Parroco, don Raffaele: “Siamo davvero liberi? La vera libertà è Gesù Cristo, perché è la Verità. E la Verità rende liberi e non teme confronti. Gesù Cristo è la Via, la Verità e la Vita”. Il Sindaco Somma: “quando siamo in questa piazza, ricordiamoci dei Cacciatore, perché è grazie a persone come loro che possiamo celebrare il 25 aprile”. Articolo disponibile anche sull’edizione odierna e cartacea del quotidiano Il Mattino. I dettagli.
 
 
Giovedì 26 aprile 2018
Antonio De Pascale
MERCATO S. SEVERINO. Nel giorno della festa italiana della Liberazione dal nazi-fascismo, sono state intitolate, nella frazione Curteri, vicino all’ospedale, una piazza/parco, già esistente, ai fratelli Luigi e Francesco (Cecchino) Cacciatore, insigni socialisti, che, originari proprio di Curteri, diedero un grande contributo alla lotta contro il nazi-fascismo, per rendere l’Italia libera e democratica. I fratelli Cacciatore nacquero in un’abitazione situata a poca distanza dalla piazza/parco a loro dedicata. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione Alfonso Gatto, presieduta da Luca Picarella, e approvata dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco, Dott. Antonio Somma.
Scoperta anche una targa, su cui sono impressi i giovani volti dei due fratelli anti-fascisti. Ieri erano presenti diversi amministratori comunali, qualcuno ancora innamorato del “garofalo”, il parroco, don Raffaele De Cristofaro, e diversi eredi dei Cacciatore, tra cui: Peppino, figlio di Cecchino, l’avvocato Cecchino, nipote di Cecchino, una commossa Anna, figlia di Luigi, che non è riuscita a trattenere le lacrime quando la targa è stata scoperta.
L’avvocato Cecchino ha tenuto un discorso importante, che sintetizza il percorso umano e politico dei suoi antenati, e che riportiamo, integralmente, qui di seguito: “Oggi è il 25 aprile!. E’ l’anniversario della Liberazione d’Italia. E’ un giorno di festa: la festa della Liberazione. Oggi ricorre, infatti, un giorno fondamentale per la storia d’Italia in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall’8 settembre 1943 contro il governo fascista e l’occupazione nazista. Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, presieduto tra gli altri da Sandro Pertini, proclamò l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, mettendo così fine a 20 lunghi e dolorosi anni  di dittatura fascista e a 5 di guerra. La data del 25 aprile rappresenta, dunque, simbolicamente il culmine della fase militare della Resistenza partigiana, ma soprattutto l’avvio effettivo di una fase di governo da parte dei suoi rappresentanti che porterà prima al referendum del 2 giugno 1946,  per la scelta fra monarchia e repubblica, e poi alla nascita della Repubblica Italiana, fino alla stesura definitiva della Costituzione. Protagonisti di questo percorso  furono anche i fratelli Luigi e Cecchino Cacciatore, nati qui, a Mercato S.Severino. Essi, sin dal 1919, data di iscrizione del fratello maggiore Luigi al PSU di Turati e Matteotti, si opposero fermamente alla dittatura, battendosi con fierezza, coraggio e immense rinunce personali e familiari contro il regime fascista, lavorando per il riscatto civile e umano dei lavoratori e per ridare al paese la democrazia e la libertà. Luigi entrò giovanissimo nel movimento sindacale, dapprima, e fu chiamato subito alla segreteria della Camera del lavoro, poi alla direzione degli operai della Campania. Arrestato a più riprese dopo l’avvento del fascismo, visse in semiclandestinità svolgendo un modesto impiego in una fabbrica di laterizi a Fratte in Salerno. Tra il 1942 e il 1943 entrò in contatto, insieme al fratello Francesco (Cecchino), con l’organizzazione clandestina dei socialisti. Dopo la caduta del fascismo divenne uno dei principali dirigenti nazionali del rinato Partito socialista. Eletto all’Assemblea Costituente, fu rieletto deputato nelle elezioni del 1948. Fu sottosegretario al Ministero per l’assistenza postbellica nel secondo governo De Gasperi e poi Ministro delle poste e delle telecomunicazioni nel terzo governo De Gasperi. Nel 1949 fu chiamato ad affiancare Di Vittorio alla guida nazionale della CGIL. Cecchino Cacciatore nel 1923 si iscrisse alla Federazione giovanile socialista di cui divenne segretario regionale. Venne arrestato col fratello Luigi e costretto a rifugiarsi a Napoli, dopo essere stato vittima di violenti pestaggi. Riuscì a sfuggire ai tedeschi mentre veniva trasportato in Germania.Fu tra i promotori del CNL di Salerno,e, tra l’altro, fondatore de “Il Lavoro”, il primo giornale del partito nell’Italia liberata. Cecchino fu uno dei padri fondatori della rinascita democratica dell’istituzione municipale di Salerno, restandone consigliere comunale per vent’anni. Fu eletto deputato nel 1953 con il PSI. Assunse la carica di vicepresidente della Commissione giustizia della Camera. In questo simbolico giorno di festa, l’amministrazioneo noi sanseverinesi ci ritroveremo in questa piazza comunale di Mercato S.Severino, su ispirata sollecitazione dell’associazione Alfonso Gatto e per essa dall’affettuoso Luca Picarella, ha il merito di intitolare qui, in Curteri, nei pressi della  casa natale dei fratelli Cacciatore, una “piazzetta culturale” alla memoria di Luigi e Cecchino, addirittura affiggendo una foto che li ritrae giovanissimi e vicini, come sempre, con le teste che reclinano rispettivamente, quasi a significare il loro amore reciproco e il coraggio che si infondevano l’un l’altro. La famiglia Cacciatore è commossa e grata e affida una riflessione ai giovani di  questa terra. Il valore della giornata di oggi e il ricordo di due uomini che si sono battuti per la libertà di altri uomini sta nel significato della parola memoria. Memoria vuol dire ricordo del passato perché lo si conosca, lo si guardi in faccia, ma vuol dire anche la difesa nel presente e per il futuro di ciò che ha consentito di sconfiggere la dittatura e l’oppressione: l’amore per la libertà e la dignità del lavoro, la fratellanza. Memoria vuol dire parlare ai giovani, ai bambini, di un sereno futuro di prosperità individuale e collettiva, insegnando loro i valori democratici in modo che poi sappiano fin da piccini riconoscere, tra gli uomini, coloro che sono padri da coloro sono patrigni. Lo stesso Alfonso Gatto, in una sua poesia ai giovanissimi, ha lasciato i seguenti versi: “Ditelo voi, bambini ignari, e scrivete “abbasso tutti gli uomini brutti”. Noi eredi speriamo di continuare il loro impegno di onestà e trasparenza, nonchè di lotta in difesa degli ultimi”.
Importante anche il discorso del Sindaco, Dr. Antonio Somma: “è grazie a uomini come Luigi e Cecchino Cacciatore – ha detto il primo cittadino – se oggi possiamo celebrare il 25 aprile, festa della Liberazione dal nazi-fascismo, festa della libertà e della democrazia. Oggi, nel mondo, ci sono ancora regimi dittatoriali, tollerati da altre Nazioni e questa è forse la più grande sconfitta per l’umanità. Quando noi sanseverinesi ci ritroviamo qui, ricordiamoci di Luigi e Cecchino Cacciatore”.
Il giovane Parroco di Curteri, don Raffaele De Cristofaro, ha benedetto la struttura, tenendo, in due momenti distinti, un discorso-omelia molto profondo: “Siamo davvero liberi? – ha detto -. La vera libertà è Gesù Cristo, perché è la Verità. E la Verità rende liberi. Gesù Cristo è la Via, la Verità e la Vita. E la Verità di Cristo non teme confronti”. Il giovane Sacerdote ha affidato l’Italia a S. Francesco d’Assisi e a S. Caterina da Siena, i Santi Patroni del Bel Paese, la nostra Nazione.  Il parroco, alla fine del suo secondo intervento, ha invitato gli astanti a partecipare alla Santa Messa nella vicina Chiesa dedicata a San Marco Evangelista: e ieri ricadeva proprio la ricorrenza liturgia di uno dei quattro evangelisti. La fede, infatti, si propone e non s’impone.
Presenti i seguenti eredi di Luigi e Cecchino Cacciatore: Avv. Cecchino Cacciatore, Avv. Luigi Cacciatore, Dott. Francesco Cacciatore, Prof. Giuseppe Cacciatore,  Arch. Roberto Cacciatore, Prof.ssa Anna Cacciatore, Prof.ssa Paola Volpe, Prof.ssa Maria Teresa Marante, Prof.ssa Lilla Cacciatore, e i piccoli Diego Cacciatore, Francesco Cacciatoe, Claudia Cacciatore,Lila Cascone, Martina Cacciatore e Luigi Cacciatore.
(Clicca sulle foto per ingrandirle)
 
 
 

Antonio De Pascale

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