ATTUALITA'. Summit mondiale sull'ambiente a Parigi (Cop21):

Antonio De Crescenzo

l’analisi dei primi giorni di lavoro. Ne parla Antonio De Crescenzo, Energy Manager e coordinatore del “Paes nella Valle” attuato nei Comuni di Bracigliano, Calvanico, Siano, Castel S.Giorgio e Nocera Superiore.
 
 
 
 
 
ANTONIO DE CRESCENZO, ENERGY MANAGER

Parigi, “COP21”: ventunesima Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici.

Percorriamo gli interventi più significativi per avere un primo quadro d’insieme sulle possibili decisioni che saranno ratificate dalla conferenza:

I lavori della COP21 di Parigi sono finalmente iniziati. L’1 dicembre si è riunito l’ADP, ovvero la piattaforma negoziale dove le Parti si incontrano per trovare un accordo, parola per parola, sul testo negoziale in discussione. L’ADP ha, quindi, deciso di iniziare a lavorare sulla bozza della COP Decision, ovvero il secondo documento che andrà a comporre il pacchetto di Parigi.

COP Decision: quale corpo coordinerà l’implementazione dell’Accordo?

Nel corso della sessione pomeridiana dei negoziati, un ulteriore punto di acceso dibattito ha riguardato i paragrafi 6-10 della bozza del testo, che vertono su quale debba essere l’organo preposto a preparare l’entrata in vigore dell’Accordo. Nel testo negoziale, al momento, sono presenti tre differenti opzioni: mentre la seconda prevede un’estensione del mandato dell’ADP, la prima e la terza opzione assegnano il compito di facilitare l’implementazione ad un Intergovernmental Preparatory Committee (IPC) o ai due organi sussidiari permanenti dell’UNFCCC, il Subsidiary Body for Scientific and Technological Advice (SBSTA) e il Subsidiary Body for Implementation (SBI).

La discussione su questo punto ha visto le Parti dividersi in due schieramenti. Da un lato, paesi come Malesia, Cina, Arabia Saudita, Nicaragua e USA hanno espresso la propria contrarietà rispetto all’ipotesi di creare un nuovo organo ad hoc (opzione 1), motivandola col timore di un inutile appesantimento dell’apparato burocratico. Dall’altro lato, UE, Colombia e Tuvalu, Stato insulare particolarmente colpito dal cambiamento climatico e attivo nei negoziati, si sono dette favorevoli alla scelta della prima opzione, sottolineando che qualunque sia la soluzione che verrà adottata si renderebbe necessario definire un nuovo mandato e un nuovo programma di lavoro, e di conseguenza la creazione di un nuovo organo non comporterebbe un carico di lavoro aggiuntivo particolarmente significativo rispetto alle altre due opzioni.

INDC: Intended Nationally Determined Contributions. Che cosa sono e perché sono fondamentali per fare di Parigi un successo?

Nel pomeriggio è stato affrontato anche il tema dei contributi nazionali volontari (INDCs), che contengono la strategia di ogni paese per diminuire le proprie emissioni e contrastare il cambiamento climatico. I lavori sono avanzati speditamente ed hanno portato all’approvazione dei primi paragrafi in tempi accettabili.

In merito a questo argomento, è tuttavia necessario sottolineare come attualmente le stime sull’effetto aggregato degli INDCs vedano proiezioni ben superiori all’obiettivo di mantenere l’aumento medio di temperatura globale al di sotto dei 2 gradi, concetto enfatizzato anche nell’intervento di Angela Merkel, che l’ha definita “una brutta notizia”. Per queste ragioni, uno degli obiettivi di Parigi, dovrebbe essere proprio quello di raggiungere un accordo per degli aggiornamenti periodici dei contributi nazionali, almeno ogni cinque anni ed in modo che possano essere revisionati solo al rialzo: c’è tempo fino al 2020 prima dell’inizio del nuovo periodo d’impegno dell’Accordo.

(liberamente tratto dal Bollettino Cop 21 di Italian climate network onlus)

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ANTONIO DE CRESCENZO, ENERGY MANAGER

Parigi, “COP21”  ventunesima Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici.

Percorriamo gli interventi più significativi per avere un primo quadro d’insieme sulle possibili decisioni che saranno ratificate dalla conferenza:

I lavori della COP21 di Parigi del 2 dicembre, le informazioni raccolte sull’andamento dei temi principali in discussione :

MITIGAZIONE

Il gruppo di lavoro ha raggiunto in serata un accordo su un nuovo testo, in particolare riguardo agli obiettivi a lungo termine e agli impegni individuali. Ciononostante, il progresso in questa sezione viene giudicato insoddisfacente: a detta degli stessi negoziatori, di questo passo non si riuscirà a giungere ad un paragrafo chiaro e gestibile sulla mitigazione. Durante i lavori riguardanti la COP Decision, Saint Lucia col supporto del Nicaragua e Kiribati, richiede che l’aggiornamento del rapporto di sintesi consideri gli scenari a 1.5°C di aumento di temperatura. Di tutt’altro avviso l’Arabia Saudita la quale non vede la ragione di includere qui tale questione. Altro punto di discussione è stato ruolo dei non-state actors: Arabia Saudita e Venezuela hanno espresso contrarietà al loro coivolgimento e in particolare quest’ultima ha espresso perplessità sulla modalità di monitoraggio delle azioni dei non-state actors, auspicando che nel testo non vi sia alcuna loro menzione. Colombia e Indonesia invece riconoscono l’importanza del ruolo dei non-state actors, sottolineando come possano fortificarne l’efficacia dell’Accordo.

ADATTAMENTO. In questa sezione il dialogo è stato costruttivo, con alcuni progressi registrati sugli obiettivi e la visione globali. La proposta è di pubblicare, giovedì mattina, un testo che contenga i progressi compiuti e delle proposte di aree di convergenza per gli aspetti ancora irrisolti. Ancora protagonisti gli INDCs, i quali continuano a svolgere un grande ruolo all’interno del confronto, in particolare i maggiori cambiamenti hanno riguardato l’introduzione di un nuovo paragrafo nella COP Decision sulla necessità di includere la tematica dell’ Adattamento negli INDCs dei Paesi in via di sviluppo.

FINANZA. Dialogo costruttivo nelle sessioni sulla finanza, con due gruppi al lavoro parallelamente che hanno portato a passi in avanti su azioni ed impegni economici.

TRASPARENZA DELLE AZIONI

Nota negativa della giornata, con praticamente nessun progresso registrato e andamento dei lavori decisamente troppo a rilento.

GLOBAL STOCKTAKE. Questa sezione, che dovrà definire modalità e tempistiche di un futuro “punto della situazione” sull’andamento dei lavori del futuro accordo di Parigi, ha portato alla redazione delle prime proposte su aree di convergenza, confidando di riuscire a consegnare un testo con poche parentesi. In particolare, durante la discussione, ha preso piede il mandato dell’ADP: deve continuare oppure no? Arabia Saudita, Iran  e Giordania esprimono perplessità sulla necessità di creare un nuovo corpo responsabile dell’implementazione dell’Accordo dopo l’ADP. Al contrario, se da un lato Venezuela e Colombia sottolineano la questione della durata del mandato dell’ADP, il Pakistan rimarca come la prossima settimana esso si concluderà e non dovrebbe  essere esteso.

(liberamente tratto dal Bollettino Cop 21 di Italian climate network onlus)

Antonio De Pascale

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