ATTUALITA'. Il summit mondiale sull'ambiente a Parigi (Cop21):

Antonio De Crescenzo

ne parla Antonio De Crescenzo, Energy Manager e coordinatore del “Paes” (Piano di azione per l’energia sostenibile) di Bracigliano, Calvanico, Castel S.Giorgio, Siano e Nocera Superiore.
 
 
 
 
ANTONIO DE CRESCENZO, ENERGY MANAGER E COORDINATORE DEL “PAES NELLA VALLE”

Il 30 novembre si è aperta la COP21 a Parigi, è la 21esima Conferenza sul clima e, se ci aggiungiamo anche tutti gli incontri preparatori di natura politica e tecnica, sono diverse centinaia gli incontri svolti fino ad oggi per cercare di adottare una politica climatica che sia “compatibile” con la sopravvivenza dell’essere umano sul pianeta Terra.
Ci si stava domandando se, dopo gli attacchi terroristici accaduti pochi giorni fa, fosse  opportuno far riunire a Parigi circa 15.000 tra delegati  e attivisti ed esponenti della società civile ed imprenditoriale che vogliono partecipare. Intanto, la COP è iniziata e tanto di cappello a tutti : cerchiamo di capire cos’è e, soprattutto, cosa ci riserva con le risoluzioni che saranno votate.
La conferenza delle Parti
Un accordo politico (sul “livello” di riduzione delle emissioni di gas serra da adottare per il futuro) è possibile da raggiungere considerando che si sta delineando uno scenario che vede i Paesi impegnarsi in modo diverso, è sufficiente che ogni Paese deliberi formalmente il proprio impegno di riduzione delle emissioni a prescindere dall’esito della COP21; al tempo stesso, occorre che si persegua seriamente il raggiungimento degli obiettivi assunti.
Salvo rare eccezioni, finora non è mai stato fatto, mascherando la mancata azione con il fallimento della COP di turno (sostenendo che o tutti prendono l’impegno oppure non se ne fa niente).
Annullare la COP21 di Parigi non per paura degli attentati, ma perché risulterebbe inutile a fronte di impegni formali assunti subito in via eccezionale, come risposta anche agli attacchi terroristici, sarebbe stata una rivoluzione che andava al di là di ogni prevedibile o imprevedibile esito della stessa COP21.
Vediamo, in sintesi, i sei punti sui quali eventuali decisioni nei negoziati possono far dare un valore come indice di riuscita della Cop21

  1. 1.     Impegni riduzione emissioni gas serra

Tutti gli Stati partecipanti alla conferenza, hanno già inviato gli impegni che sono disposti a sottoscrivere in tema di riduzione di emissioni di gas serra: sono 180 gli Stati che hanno inviato gli impegni.

  1. Obiettivo di lungo termine

                          Sarebbe opportuno convergere su un obiettivo di lungo termine che preveda  la stabilizzazione dell’innalzamento medio  temperatura  di 2 °c : tenendo conto che per gli scienziati anche questo sarebbe insufficiente ad arginare i mutamenti climatici in  quanto l’obiettivo dovrebbe essere 1,5°c – soglia che ritengo impossibile venga adottata -.In ogni caso, sarebbe più importante concentrarsi sugli impegni negoiali e sui tagli alle emissioni.

  1. 3.       Workstream  e monitoraggio

L’accordo dovrebbe essere applicato da ora al 2020 e non dopo il 2020, inoltre, sarà interessante vedere quanto sarà vincolante e, soprattutto, quale sistema di monitoraggio ed eventuali sanzioni sarà messo in campo.

  1. 4.        adattamento

i cambiamenti climatici sono innestabili anche se smettessimo di emettere gas sea, è quindi indispensabile pianificare le azioni di adattamento.
Poiché i cambiamenti climatici provocheranno enormi disagi a quelle popolazioni che, pur avendo contribuito poco o niente, non hanno i mezzi  per adattarsi: sono necessari, quindi, meccanismi compensativi.

  1. 5.     Finanza

I Paesi industrializzati hanno stanziato 100 MD di dollari l’anno fino al 2020.Oa bisogna organizzare i flussi finanziari.

  1. 6.     Mobilitazione

La mobilitazione dei cittadini e la conseguente pressione sui decisori, potrà indirizzare la politica.
 
E’ probabile che i lavori della COP21 termineranno con un accordo sui cambiamenti climatici, ma questo accordo avrà dei limiti.
La valutazione del risultato della Conferenza dovrà tener presente che non sarà questa la risoluzione definitiva per la vittoria sui cambiamenti climatici, sarà invece la tappa di un percorso che durerà decenni.
ANTONIO DE CRESCENZO, ENERGY MANAGER E COORDINATORE DEL “PAES NELLA VALLE”

Antonio De Pascale

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