AMBIENTE. Prosegue la 22esima Conferenza (Cop22) dell'Onu sull'Ambiente:

Antonio De Crescenzo, Energy Manager

ne parla Antonio De Crescenzo, Energy Manager, anche nell’ottica dell’elezione di Donald Trump a Presidente degli U.S.A. .
 
 
 
 
 
Venerdì 11 novembre 2016
ANTONIO DE CRESCENZO, ENERGY MANAGER E COORDINATORE DEL “PAES” NELLA VALLE  (nella foto: clicca sull’immagine per ingrandirla)
A Marrakech, in Marocco, proseguono i lavori della 22esima Conferenza ONU sul clima. La conferenza termina il 18 novembre, sono accreditati i rappresentanti di 196 paesi, Italia compresa.
Il compito assegnato a questa conferenza, è tutt’altro che di routine: se consideriamo che gli accordi di Parigi hanno ottenuto la ratifica pochi giorni fa, grazie all’ Unione Europea che ha inviato la ratifica degli stessi senza attendere che gli stati membri provvedessero singolarmente, se consideriamo posizioni dissidenti come, ad esempio, quello della Polonia, se consideriamo che sono stati pubblicate varie analisi da parte di Enti diversi, che continuano a prevedere che non si riuscirà a mantenere il surriscaldamento dell’atmosfera entro i fatidici 2°C, possiamo completare il quadro con il responso degli elettori americani che hanno scelto il loro 45° presidente : Donald Trump.
Le domande che si pongono tutti gli addetti ai lavori, ora sono: come influirà il nuovo presidente degli U.S.A. sulle politiche climatiche internazionali? Riescono i delegati a non farsi influenzare troppo da questa nuova situazione?
La COP22 dovrà focalizzare i lavori dei tavoli tematici su 5 argomenti principali :
1-      Finanza
2-      NDC’S
3-      Adattamento ai mutamenti climatici
4-      Ruolo delle nazioni in via di sviluppo
5-      Ruolo delle nazioni definite “non state actor “
Il neo eletto presidente non ha mai fatto mistero delle sue posizioni: “il riscaldamento globale è stato creato dai cinesi per attaccare ed indebolire l’industria americana “.
Proviamo ad analizzare alcune delle posizioni dichiarate in campagna elettorale dal presidente Trump:
in campagna elettorale ha parlato poco della politica U.S.A. in campo climatico;
ha espresso l’intenzione di voler rinegoziare gli accordi sottoscritti a Parigi;
è decisamente contrario al Clear Power Act;
molti dei senatori eletti contrari alle politiche sul clima, hanno osteggiato lo stesso Trump.
Per ciò che riguarda gli accordi di Parigi (COP21 ), non possono essere ricusati dagli U.S.A. poiché, essendo ormai operativo grazie alla corsa fatta per ratificare in tempo utile (04 novembre 2016), lo stesso trattato  prevede la possibilità , per chi lo ha sottoscritto, di uscirne solo dopo tre anni, per cui rimane solo l’alternativa di ignorare tali accordi. In questo caso, vedremo un atteggiamemnto più distaccato e meno partecipato da parte degli incaricati U.S.A. .
Il clear power act, ovvero il programma di riduzione delle emissioni nel settore energetico, è certamente a rischio, così come è a rischio chiusura l’Agenzia per la protezione Ambientale, mentre potrebbero essere cancellate alcune regolamentazioni sugli inquinanti.
Il paventato ritorno all’industria del carbone negli U.S.A. potrebbe rendere meno competitive le industrie stesse sui mercati internazionali; l’ostacolo allo sviluppo delle energie da fonti rinnovabili, metterebbe a richio circa 200.000 posti di lavoro.
Se allarghiamo l’analisi al resto del mondo, dobbiamo considerare che la formula del negoziato (COP ) è stata studiata per far sì che, un cambiamento di posizione del singolo Stato, non pregiudichi in maniera irreversibile il negoziato stesso.
Il negoziato può sopravvivere anche con un minor impegno profuso dagli U.S.A. e, agli stessi U.S.A., non conviene abbandonare i tavoli di concertazione e quelli decisionali.
Il settore privato, che dovrebbe investire cifre considerevoli, dovrà valutare se mantenere le aspettative e continuare a giudicare positivo l’investimento nel settore del pacchetto clima.
Le dichiarazioni di Trump sono per una politica che favorisce l’industria delle estrazioni di gas e petrolio e, infine, in campo ambientale, vorrebbe far prevalere il parametro economico con un conseguente aumento delle emissioni.
Tutte queste considerazioni dovranno avere riscontro con le azioni che il nuovo presidente metterà in atto, certo forse dovremo affrontare anni non proprio tranquilli poiché, sempre più spesso, ci troveremo al bivio tra la necessità di preservare il territorio e quella di considerare i fattori economici, ma, se il senso civico di  tutti i cittadini prevarrà, potremo certamente far pesare la volontà di rendere sempre più sostenibile il territorio, che lasceremo in eredità alle generazioni future.
ANTONIO DE CRESCENZO, ENERGY MANAGER E COORDINATORE DEL “PAES” NELLA VALLE

Antonio De Pascale

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