Mercato S.Severino. “Eldalù”, il bar-pizzeria gestito dai disabili

Antonio Abate

Due fratelli diversamente abili addetti alla pizzeria e al bar. Il loro papà, Antonio Abate: “vorrei che, nel nostro progetto, venissero inseriti altri ragazzi e ragazze che vivono la stessa condizione dei miei figli: per questo chiedo ai papà e alle mamme che si trovano nella mia stessa situazione, di contattarmi e di valutare la mia proposta”.

 

 

 

Martedì 11 giugno 2019

Antonio De Pascale

MERCATO S.SE VERINO.Un mix di costanza, perseveranza, determinazione e amore dei genitori: così si può costruire il “miracolo” della perfetta inclusione dei disabili nel mondo lavorativo. L’amore per i suoi due figli parzialmente autonomi e un grande senso di responsabilità verso di loro, ha spinto il signor Antonio Abate ad aprire il bar-pizzeria Eldalù nel parco verde de Il Boschetto, ubicato in via Guido De Santis, per garantire loro un futuro professionale e sociale.

Ora, il signor Abate lancia un appello ai genitori di altri ragazzi e ragazze disabili: “mi rivolgo – dice – ai genitori che vivono la mia stessa condizione: se sono interessati, possono contattarmi per aderire al mio progetto, per garantire un futuro professionale e sociale ai nostri figli sfortunati. Uniamo le forze per aiutarli e sostenerli”.

Ciò che colpisce del signor Abate, è la determinazione che mette in campo nel portare avanti la sua iniziativa e il grande senso di responsabilità verso i suoi figli.

“Dopo anni di sacrifici e sforzi – spiega il signor Abate – i miei figli hanno raggiunto una certa autonomia. Io e mia moglie ci interroghiamo sul loro futuro: che sarà dei nostri ragazzi quando noi non ci saremo più?. Ho visitato altre realtà per inserirli nel sociale, ho contattato altri genitori nelle mie stesse condizioni, ma il loro modo di vedere era diverso”. Poi, arriva l’idea di aprire il locale. “E’ proprio così – prosegue Abate -. Ho pensato: se lasciassi loro dei soldi, a cosa servirebbero?. Meglio un’attività avviata, in cui loro possano lavorare. Ho avuto questa idea, ho rilevato il locale e ho fatto un grosso investimento economico e qui ho inserito i miei due ragazzi. Ora, uno è addetto alla pizzeria e al bar e l’altro ai tavoli. Lavorano con piacere e serietà e socializzano con le persone. Ma vorrei che, nel mio progetto, venissero inseriti altri ragazzi e ragazze che vivono la stessa condizione dei miei figli: per questo chiedo ai papà e alle mamme che si trovano nella mia stessa situazione, di contattarmi e di valutare la mia proposta”.

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