Il Vangelo del 21/4/2019: Pasqua. Il commento del Prof. Antonio Luisi

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino

 

DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE  (Gv 20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

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Il commento del Prof. Antonio Luisi:

Il cuore della nostra speranza

Celebriamo oggi il cuore della nostra speranza perché Cristo Risorto non muore più. S. Paolo vede nella resurrezione il fatto decisivo di tutto il cristianesimo poiché, senza questo evento, la nostra fede sarebbe pura illusione e saremmo i più infelici tra gli uomini. Davanti alle prove, alle tracce della resurrezione, e nonostante la parola stessa di Gesù che l’aveva preannunciata, gli apostoli fanno fatica a credere che egli ha vinto la morte. Poi questa vittoria diventerà l’irresistibile convinzione che darà senso a tutta la loro missione. La Pasqua è la festa della vita perché Gesù ha sconfitto il peccato e ci ha comunicato la vita stessa di Dio. Quella tomba vuota è la prova che nemmeno la morte ha potuto bloccare l’immenso amore di Dio. Questa notizia da duemila anni risuona nel mondo, e in questi momenti così difficili siamo chiamati a volgere lo sguardo al crocifisso risorto per chiedergli non le briciole, ma ciò che rimarrà per sempre. Al Cristo che ha il potere di cambiare il cuore dell’uomo e di donare la vita vera, chiediamo questo dono con gioiosa umiltà e scopriremo accanto a noi la sua preziosa presenza.

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