Mercato S.Severino. Crolla parte di una torre del castello medievale

L’episodio segnalato dall’Avv. Tonino Di Palma di Italia Nostra, che ha scritto alla Soprintendenza, sollecitando un intervento. I dettagli.

 

 

 

Mercoledì 6 marzo 2019

Antonio De Pascale

MERCATO S. SEVERINO. A rischio uno dei monumeti-simbolo della città. Nei giorni scorsi è crollato un tratto del muro esterno della torre nord del castello medievale, ubicata nell’area della piazza d’armi (Nelle foto sopra: clicca sulle immagini per ingrandirle). A segnalare l’episodio, è l’avvocato Tonino Di Palma, presidente dell’associazione Italia Nostra, che ha inviato un telegramma alla Soprintendenza archeologica di Salerno, sollecitando “un immediato sopralluogo e la messa in sicurezza dell’area nonché una verifica statica del complesso castrense, tutelato dal codice dei beni culturali”.

Non è la prima volta che si registrano crolli nell’area archeologica in questione. Una ventina di anni fa, in seguito a un incendio che interessò la macchia mediterranea, ci fu un crollo di un lungo tratto della cinta muraria del castello. Negli anni passati, poi, il castello fu usato anche come area di pascolo per il bestiame. Inoltre, tempo addietro, venne violato addirittura da motociclisti che scorazzavano tra le mura del glorioso monumento. Una decina di giorni fa, alcuni vandali hanno distrutto l’impianto di illuminazione che rendeva visibile di sera il maniero dai Comuni vicini e dall’autostrada A30.

Il castello ha ricevuto l’attenzione da parte degli Enti locali e degli studiosi, a partire dal XIX secolo. Negli anni ’80 del XX secolo, fu il compianto sindaco Vincenzo Erra ad avviare una campagna di scavi e di studi in collaborazione con l’Università di Salerno. Con l’amministrazione comunale guidata dall’ex sindaco Antonio Figliamondi, il Consiglio comunale chiese alla Regione Campania l’istituzione del parco archeologico del castello dei Sanseverino. Nel 2004, su impulso dell’ex sindaco Giovanni Romano, la Regione istituì tale parco.

Numerose sono le pubblicazioni che lo riguardano, a firma dei compianti don Gregorio Portanova e Gino Noia, e poi ancora di Pinuccio Rescigno, Pasquale Natella, Massimo Del Regno, Michele Cerrato.

Secondo una tradizione orale giunta fino ai nostri giorni, nella cappella del castello San Tommaso d’Aquino, recatosi a trovare la sorella Teodora, sposata Sanseverino, ebbe una visione di Dio prima della morte che lo colse sulla strada per la Francia, dove si recava in qualità di ambasciatore del Papa. Il castello sanseverinese è il secondo per estensione dell’Italia meridionale del periodo medievale.

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