Il Vangelo di domenica 20/1/2019. Il commento del Prof. Antonio Luisi

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino

 

 

II Domenica del T. O. ( Gv 2,1-12 )

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

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Il commento del Prof. Antonio Luisi:

Servizio fiducioso

Il nostro è il Dio della gioia perché il suo cuore ama la festa. Questo sembra essere il primo messaggio che l’evangelista Giovanni ci consegna facendo iniziare la vita pubblica di Gesù con l’episodio delle nozze di Cana. Ma, al centro della narrazione, ci sono le parole di Maria che costituiscono una sorta di consegna che contiene la risposta a tutte le nostre domande: “ Qualsiasi cosa vi dica, fatela .” Parole rivolte a ciascuno di noi e che evidenziano anche il limite del nostro operare come cristiani. Il nostro compito è quello di riempire le anfore d’acqua, cioè avvicinare le persone a Gesù, poi sarà il Signore a cambiare l’acqua in vino, ovvero a convertire il loro cuore, perché  è Lui che interviene nella vita degli uomini e la cambia radicalmente. Questo miracolo ci rivela inoltre che l’amore di Dio non si accontenta di donarci solo l’essenziale, ma sa andare anche oltre, invitandoci a vivere la nostra vita con occhi sempre aperti per vedere i  piccoli miracoli quotidiani che rendono così ricca la nostra vita.  Accogliamo l’invito che ci viene dal testamento spirituale di Maria e fidiamoci del Signore.

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