Il Vangelo del 25/12: Natale. Il commento del Porf. Antonio Luisi

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino

 

Natale del Signore ( Lc 2, 1-14)

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

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Il commento del Prof. Antonio Luisi:

La vera gioia

Spesso gli uomini trascurano la ricerca di quanto è vero ed essenziale nella  vita per inseguire purtroppo ciò che passa e non resta. Si rischia di essere persone che stanno per annegare e che si ostinano ad aggrapparsi al primo oggetto capitato nelle loro mani, qualunque esso sia , anche se privo di utilità. E’ opportuno chiedersi  se abbiamo ben compreso la vera gioia del Natale, distratti  come siamo da pacchetti dono, lustrini e cianfrusaglie varie. La gioia vera del Natale non consiste nelle cose che possediamo, ma nella certezza che non siamo il risultato di una grande lotteria cosmica che ci ha catapultati in un guazzabuglio senza senso. E’ vero invece che siamo parte di un grande progetto d’amore, perché siamo figli di un Dio che si prende cura di noi, di un Dio che si  è posto sulla strada di ciascuno di noi per fare il cammino insieme, per condividere le nostre paure e le nostre speranze. Il Natale è il realizzarsi di una possibilità che poteva sembrare pazzesca: “ Dio si è fatto come  noi per farci diventare come Lui !” Sia effettivamente  questa la roccia alla quale aggrapparci, sia questa la nostra speranza, non soffochiamola sotto una montagna di chincaglieria inutile, perché Dio ci ha posto tra le mani un dono che resterà per sempre e che nessuno potrà  portarci via. Questo il mio augurio per tutti voi.

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