Il Vangelo di domenica 9/12/2018. Il commento del Prof. Antonio Luisi

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino

 

II Domenica di Avvento (Lc 3,1-6)

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».

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Il commento del Prof. Antonio Luisi:

Prepararsi ad un nuovo esodo

Al centro del brano evangelico di questa domenica, c’è Giovanni Battista, che, intorno all’anno 27, nella regione del fiume Giordano, predica la conversione e invita le persone al battesimo per il perdono dei peccati. I dati storici che ci fornisce l’evangelista Luca hanno lo scopo di farci capire che il Vangelo non si sovrappone alla storia umana, ma ne è parte integrante. L’esortazione ricavata dal libro del profeta Isaia, che richiama l’usanza orientale di aprire una nuova strada in occasione della visita di un personaggio importante, è un chiaro invito a vedere in Gesù che viene, un nuovo inizio. La missione del Battista ci invita ad un nuovo stile di vita, che, originato da una conversione sincera, abbia come obiettivo il compimento quotidiano della volontà di Dio. Chiediamo al Signore la grazia e il coraggio di limare i nostri limiti, di eliminare, se ci sono, orgoglio, menzogne e mancanze  di carità.

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