Baronissi città a misura dei bambini

Tony Siniscalco

Il Consiglio comunale approva la proposta del Consigliere Tony Siniscalco. Baronissi diventa città dei bimbi e adolescenti, aderendo al protocollo dell’Unicef e alle sue linee guida sulla costruzione di una città amica dei bambini. I dettagli.

 

 

 

Mercoledì 7 novembre 2018

BARONISSI. Una giornata storica per il comune di Baronissi che ha visto, approvata all’unanimità dei presenti, la proposta di delibera presentata dal Consigliere comunale Tony Siniscalco al consiglio comunale. Baronissi diventa città dei bimbi e adolescenti, aderendo al protocollo dell’Unicef e alle sue linee guida sulla costruzione di una città amica dei bambini.

Il programma dell’UNICEF Città amiche delle bambine e degli adolescenti (Child-friendly Cities) si sta sviluppando in Italia e in molte altre parti del mondo e concretizza la creatività e l’impegno delle comunità, delle bambine, dei bambini e dei loro governi nel rendere la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza una pratica quotidiana.

La finalità è migliorare, ora, la vita dei bambini, riconoscendo e realizzando i loro diritti, e trasformarla per costruire comunità migliori oggi e in futuro.

Il primo passo verso una “città amica dei bambini” è una delibera adottata formalmente dal Comune, con il coinvolgimento a tutti i livelli dell’amministrazione locale.

Per questo una città amica dei più piccoli garantisce il diritto di ogni giovane cittadino a: Influenzare le decisioni adottate nella sua città; Esprimere la sua opinione sulla città che vuole; Partecipare alla vita familiare, comunitaria e sociale; Avere accesso ai servizi di base, come sanità, istruzione e casa; Essere protetto da sfruttamento, violenza e abuso; Camminare sicuro per le strade da solo; Avere spazi verdi; Vivere in ambiente non inquinato; Partecipare ad eventi culturali e sociali; Essere un cittadino con pari diritti, senza discriminazioni di alcuna natura.

Insomma, da oggi, ogni azione dell’amministrazione metterà al primo posto non solo i diritti, ma le esigenze e le “volontà” dei bimbi perché sia chiaro a tutti che noi non abbiamo ereditato il mondo dai nostri padri, ma l’abbiamo preso in prestito dai nostri figli.

I commenti sono chiusi.