Mercato S.Severino. Impianto di compostaggio, il Comune ricorre al Tar

L'On. Amabile

Viene contestata la mancata assoggettabilità del progetto alla Via, Valutazione impatto ambientale. L’incarico di difendere le posizioni del Comune sanseverinese, è stato affidato all’avvocato amministrativista Vincenzo Sacarano. “La Regione – dice Tommaso Amabile, consigliere regionale – si è aperta ai comitati cittadini che si oppongono all’impianto, dando disponibilità a individuare un sito alternativo, a realizzare un impianto più piccolo, alla costituzione di un sub-ambito. Si è offerta anche di affidare la gestione dell’impianto ai Comuni e agli stessi comitati. La Regione aspetta ancora che venga indicato un sito alternativo”.

 

 

Lunedì 22 ottobre 2018

Antonio De Pascale

MERCATO S. SEVERINO. Avverso la procedura della Regione per la realizzazione dell’impianto di compostaggio a Prignano di Soccorso, la Giunta comunale di Mercato S. Severino ricorre al Tar, affidando l’incarico, con apposita delibera, all’avvocato amministrativista Vincenzo Scarano.

Viene contestato il provvedimento di non assoggettabilità del progetto alla Via (Valutazione impatto ambientale). L’apposita commissione regionale, inizialmente, aveva ritenuto necessario di sottoporre il progetto alla via, fase poi superata con una serie di prescrizioni.

“La Regione – dice Tommaso Amabile, consigliere regionale – si è aperta ai comitati cittadini che si oppongono all’impianto, dando disponibilità a individuare un sito alternativo, a realizzare un impianto più piccolo, alla costituzione di un sub-ambito. Si è offerta anche di affidare la gestione dell’impianto ai Comuni e agli stessi comitati. La Regione aspetta ancora che venga indicato un sito alternativo”.

“Voglio ricordare – prosegue Amabile – che il progetto era già stato deliberato, nel 2008, dalla Provincia di Salerno e dal Comune di San Severino. Chi si oppone al sito di compostaggio, si preoccupi anche del recente Decreto del Governo che ha innalzato, di venti volte, il tetto degli idrocarburi da immettere nei terreni agricoli”. La polemica è destinata a continuare.

I commenti sono chiusi.