Il Vangelo di domenica 2/9/2018. Il commento del Prof. Antonio Luisi

Gesù, Figlio di Dio

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino

 

XXII Domenica del T. O. ( Mc 7, 1 – 8.14 – 15.21 – 23 )

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:

“Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me.

Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.

Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».

Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

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Il commento del Prof. Antonio Luisi:

Il culto del cuore

Il Vangelo di questa domenica riporta una  lunga discussione tra Gesù e i farisei sulle leggi di purità. Queste norme in origine esprimevano un sentimento di grande delicatezza verso Dio, poi col passare del tempo avevano perso significato ed erano diventate semplice e arida etichetta. L’accesa controversia diventa per Gesù l’occasione di chiarire  alcuni criteri fondamentali dell’agire morale del credente: il vero culto a Dio ha la sua sorgente nel cuore dell’uomo; tutte le cose create sono buone, ma divengono cattive nel momento in cui l’uomo le utilizza con intenzioni negative. Il male non è nelle cose, ma dentro di noi e nei nostri pensieri. Occorre allora, con l’aiuto dello Spirito Santo, vigilare e controllare i pensieri e i desideri che albergano nel nostro cuore e nella nostra mente, perché presto si trasformano in azioni concrete che ci identificano. Gesù ha voluto insegnarci così la strada per superare l’ipocrisia dei farisei, ponendo attenzione su ciò che ci portiamo dentro, sulle motivazioni  e sull’interiorità delle scelte morali. Gesù ci aiuti a comprendere che, senza questa pulizia interiore, a nulla servono determinati comportamenti, anche quelli più apparentemente onesti  e pii, perché emanano sempre un sospetto e un cattivo odore, che prima o poi verranno allo scoperto.

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino

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