Il Vangelo di domenica 26/8/2018. Il commento del Prof. Antonio Luisi

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino

 

XXI Domenica del T.O. ( Gv 6,60 – 69 )

 Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?». Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: «Questo vi scandalizza?  E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima?  È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita.  Ma vi sono alcuni tra voi che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito.  E continuò: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio». Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

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Il commento del Prof. Antonio Luisi:

Restare con Gesù è un dono di Dio

Il discorso di Gesù sull’Eucarestia delude e scandalizza. Le sue parole sul pane di vita mettono in crisi non solo scribi e farisei, professionisti della contestazione, ma anche i suoi discepoli. Questa situazione non desta meraviglia perché la ragione umana, se non è illuminata dalla fede, ha molte difficoltà ad accettare il mistero. Lo Spirito Santo è il mezzo assolutamente indispensabile per vedere nell’Eucarestia il corpo e il sangue di Cristo e riceverlo fruttuosamente. La defezione e lo scandalo danno origine alla sfida che Gesù lancia ai dodici apostoli: “ volete andarvene anche voi? ”. Davanti all’interrogativo posto da Gesù, bisogna prendere una decisione che spesso è drammatica perché comporta un atteggiamento di profonda umiltà, la rinuncia alle proprie sicurezze e convinzioni per acquisire una mentalità che consenta di aderire liberamente e con gioia al progetto divino. Tutti siamo destinatari di questa sfida: Pietro a nome degli apostoli riafferma la sua adesione a Gesù, che è il Santo di Dio, la sua è una chiara testimonianza di fede. Quando sentiamo in noi stessi la difficoltà di avvicinarci a Gesù Cristo, ricordiamoci che non siamo soli perché Dio padre è pronto ad attirarci a Lui e a guidarci verso il bene e la luce. Fidiamoci, è parola di Gesù.

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino

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