Il Vangelo di domenica 8/7/2018. Il commento del Prof. Antonio Luisi

Gesu' Cristo, Figlio di Dio

Gesu' Cristo, il Salvatore

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino

 

XIV Domenica del T. O. ( Mc 6,1-6)

Partito quindi di là, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono.  Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui.  Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua».  E non vi potè operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù andava attorno per i villaggi, insegnando.

—————————————

Il commento del Prof. Antonio Luisi:

Fede nelle  sorprese di Dio

Al centro  della pagina evangelica di questa domenica, c’è il tema dello scandalo, rappresentazione metaforica di  una crisi, di un dubbio che fa perdere la fede e la fiducia.  I compaesani di Gesù non riescono ad accettare la sua divinità, perché  vedono  in Lui  solo il carpentiere , il figlio di Maria. Pur riconoscendo il bene che il Nazareno opera, non riescono a leggere in esso il messaggio di liberazione e di salvezza del quale è segno. Lo scandalo di Gesù è lo scandalo di un Dio che s’incarna e che viene in mezzo a noi a sporcarsi le mani; è lo scandalo di un Dio che viene a cercarci, rompendo tutti i nostri schemi umani, per amarci così come siamo. Nel suo paese Gesù non può compiere miracoli perché manca la fede, quella fede iniziale di chi è aperto all’azione di Dio, e non chiuso nei suoi preconcetti e pregiudizi. Cerchiamo di vigilare sulla nostra fede, perché può essere fondata su un’immagine distorta di Dio; fede significa fiducia in un Dio che spesso si manifesta attraverso le persone più umili e povere. Non scandalizziamoci, ma apriamo  il nostro cuore a  queste sorprese che Dio ci riserva.

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino

I commenti sono chiusi.