Il Vangelo di domenica 24/6/2018. Il commento del Prof. Antonio Luisi

Dio e' amore

Dio e' amore

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino

 

 

Natività di S. Giovanni Battista (Lc 1,57-66.80)

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui. Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

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Il commento del Prof. Antonio Luisi:

Il compito del precursore

La grande serie di profeti, annunciatori coraggiosi della parola di Dio, si conclude con Giovanni Battista: egli apre la strada al Signore, è il profeta dell’Altissimo, colui che preparerà il popolo d’Israele a comprendere, in modo giusto, il messaggio di salvezza. L’avvento del Signore è la cosa più importante che il Battista annuncia e tutto ciò avverrà per opera della misericordia di Dio. Un sole nuovo, il Cristo, porterà la vera luce a tutti quelli che giacciono nelle tenebre e nell’ombra della morte per cui sarà possibile camminare nella via della pace. L’inquietudine e l’incertezza che caratterizzano la vita dell’uomo contemporaneo, devono ora essere superate dalla certezza e dalla gioia della fede. Eleviamo con Zaccaria un inno di riconoscenza al Signore e la lode dalla misericordia divina, diventi la nostra preghiera quotidiana.

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino

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