Il Vangelo di domenica 15/4/2018. Il commento del Prof. Antonio Luisi

L'Appello di S. Giovanni Paolo II, Papa

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino

 

 

III Domenica di Pasqua (Lc 24,35-48)

Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho».  Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito;  egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi».  Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture e disse: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni.

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Il Commento del Prof. Antonio Luisi:

Illuminati dalla Parola per riconoscere il Risorto

Il Vangelo di questa domenica ci presenta la  difficoltà dei discepoli a riconoscere Gesù Risorto e Signore della vita. Gesù appare ai suoi discepoli e dona loro la pace, mostrando le mani e il costato. Essi sono increduli e turbati poiché non è facile credere che egli sia vivo.  Il Risorta allora spiega agli apostoli la Parola, aprendo le loro menti all’intelligenza della Scrittura. La parola di Dio deve tornare, dunque, a riempire gli spazi e i tempi della vita quotidiana, e perché ciò avvenga, è necessario che tutti i credenti  si sentano personalmente responsabili e depositari della sua diffusione, soprattutto nella famiglia . Non bisogna scoraggiarsi dicendo: il Vangelo è difficile; a queste difficoltà risponde, in qualche modo, lo stesso Vangelo di oggi: “Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro… Allora aprì la loro mente all’intelligenza delle Scritture”. Gesù non ci lascerà soli a parlare di Lui; si farà presente con il suo Spirito e ci aprirà la mente perché comprendiamo le Scritture. Leggiamola questa Parola, approfondiamola, preghiamola, annunciamola, che riempia e scaldi, che annunci e converta. La Parola realizza un incontro personale con Cristo, un incontro che trasforma la nostra vita, perché Lui  è la nostra speranza e la nostra gioia. Questa è la Chiesa, il sogno di Dio, discepoli consapevoli dei propri limiti, che annunciano il Regno e lo vivono nella loro concretezza.

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino

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