Il Vangelo di domenica 25/3/2018. Il commento del Prof. Antonio Luisi

PROF. ANTONIO LUISI, DOCENTE DI RELIGIONE CATTOLICA AL LICEO CLASSICO “VIRGILIO” E DIACONO PRESSO LA PARROCCHIA “S. MARIA DELLE GRAZIE” DI MERCATO S. SEVERINO

 

 

 

Domenica delle Palme  (pericope  da  Mc 14, 1 -15,47)

Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».

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Il commento del Prof. Antonio Luisi: 

Lo sguardo fisso alla croce

E’ la  domenica che ci introduce nella settimana santa, chiamata così, perché in essa facciamo memoria del mistero della morte e della resurrezione di Gesù, l’evento straordinario, che ci ha donato una vita nuova e ci ha permesso di diventare figli di Dio. La passione,  con le sue sofferenze e la morte, riduce la distanza abissale tra  Dio e l’uomo che soffre e muore. Dio condivide fino all’estremo la nostra condizione umana: l’odio degli uomini, le debolezze degli amici, il silenzio di Dio; ma, nello stesso tempo, in Gesù ci viene donata una scintilla d’infinito e di salvezza. Nell’orto degli ulivi, Gesù, di fronte alla prospettiva della morte, prega il Padre, mostrando in pieno la sua umanità, ma nel silenzio e nell’angoscia, conferma la sua disponibilità a compiere la volontà di Dio. Di fronte al grande mistero dell’amore di Dio rivelatosi in Cristo, l’uomo è chiamato a prendere una decisione: o lo si accoglie o lo si rifiuta. I sacerdoti, gli scribi e i farisei, chiedono che Gesù scenda dalla croce, mostrando un segno straordinario della sua divinità mentre i passanti riescono a riconoscere in Lui il Figlio di Dio. Così, il  vero credente, finisce per essere un pagano, il centurione che lo riconosce, vedendolo morire sulla croce, testimoniando che, solo conoscendo  la solitudine di Gesù e il suo silenzio sofferente, riusciremo a vederne il vero volto luminoso. Siamo perciò invitati tutti a guardare alla croce di Cristo, vero albero della nostra salvezza.

PROF. ANTONIO LUISI, DOCENTE DI RELIGIONE CATTOLICA AL LICEO CLASSICO “VIRGILIO” E DIACONO PRESSO LA PARROCCHIA “S. MARIA DELLE GRAZIE” DI MERCATO S. SEVERINO

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