Il Vangelo di domenica 4/3/2018. Il commento del Prof. Antonio Luisi

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo Classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S.Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino

 

 

 

III domenica di quaresima ( Gv 2, 13 – 25)

Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: “Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!”. I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà.  Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?”. Rispose loro Gesù: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. Gli dissero allora i Giudei: “Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?”. Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

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Il commento del Prof. Antonio Luisi:

Gesù è il vero tempio di Dio

Al centro della liturgia della parola di questa domenica troviamo una reazione violenta di Gesù che intende aiutare l’uomo a riscoprire la casa di Dio come  vero luogo d’incontro con il Signore. Gesù si trova nel tempio di Gerusalemme e non sopporta tutto quello che avviene al suo interno. Il commercio, la venalità e l’esteriorità hanno soffocato la vera adorazione di Dio. Il suo gesto anticipa la distruzione dell’edificio e l’edificazione di un altro tempio che è la sua persona. Il suo corpo benché ghermito dalla morte il terzo giorno sarebbe risorto.  Gli abitanti di Gerusalemme gli chiedono un segno dando lo spunto a Gesù di parlare del tempio del suo corpo che diventa il segno dell’incontro dell’uomo con Dio. Siamo così di fronte ad una grande sostituzione: Gesù è il vero tempio di Dio e quando si celebra la Messa noi abbiamo l’occasione di toccare Dio, d’incontrarci con Lui attraverso il pane spezzato e il sangue versato. Viviamo questo incontro con fede perché è qui che troviamo la fonte della vita e incontriamo la sua misericordia .  Tempio di Dio è anche la Chiesa, la comunità dei credenti, per cui siamo anche invitati a purificare le nostre comunità dalle contaminazioni  politiche ed economiche per farle diventare segno luminoso della Pasqua e della presenza dell’amore di Dio.

Prof. Antonio Luisi, Docente di religione cattolica al Liceo Classico “Virgilio” e Diacono presso la Parrocchia “S.Maria delle Grazie” di Mercato S. Severino

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